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Esteri
La Germania leader del mondo libero?

L’ultimo numero dell’Economist titola “The German problem. Why its surplus is damaging the world economy”.

Dell’argomento se ne era occupato anche ieri il Corriere della Sera ed io stesso su Affari:

http://www.affaritaliani.it/esteri/la-germania-non-ha-le-carte-in-regola-per-attaccare-gli-usa-489164.html

Le critiche all’azione politica della Merkel ci sono sempre state, ma da qualche tempo la stampa internazionale di peso economico sta occupandosi anche di fatti più tecnici e cioè di come la Germania stia danneggiando l’economia mondiale a causa del suo surplus commerciale in beni e servizi di circa 300 milioni di euro, danneggiando principalmente proprio gli Usa.

Trump, dal canto suo, ha vinto le elezioni ponendo un forte accento sul fatto che gli Usa devono tornare al protezionismo economico e commerciale facendo rientrare le aziende che investono all’estero dove i costi sono molto minori ma producendo disoccupazione e crisi in patria.

Però mentre il tycoon Usa utilizza da politico una certa dose di retorica la Merkel invece fa i fatti che alla fine si concretizzano con grandi vantaggi per i tedeschi e impoverimento degli altri.

E come se non bastasse e al contrario di Trump, la Merkel fa anche predicozzi sul libero mercato e contro la retorica trumpiana, ma li fa, particolare non da poco, al Bundestag, proprio ad una settimana dal G20.

Tuttavia, come detto, il super -surplus commerciale inchioda la Germania ai fatti.

La “dottrina Merkel” applicata al G20 che si tiene ad Amburgo è quella che la vorrebbe incoronare “leader del mondo libero”, ma i fatti la smentiscono.

Intendiamoci, la leader tedesca ha indubbia scaltrezza politica e la tentazione di vedere in lei e cioè nella Germania un baluardo contro il nuovo asse anglo - sassone Usa - U.K. è forte, ma è importante che si capisca che la Merkel persegue principalmente i suoi interessi e non certo quelli degli altri.

Si pensi solo alla chiusura della rotta balcanica dei migranti dalla Turchia ottenuta grazie alla sua forza contrattuale sulla indebitatissima (nei confronti della Germania) Grecia.

Questo ha prodotto un aumento considerevole dei migranti sulla rotta Libia - Italia.

La Germania dopo l’embargo post nazismo sta riemergendo. Il suo esercito può essere rafforzato dal 2016 e la sua potenza economica sta emergendo fortemente; si pensi, come scrive l’Economist, al “Piano Marshall” per l’Africa un po’ come fecero gli Usa con l’Europa dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Tuttavia la Germania non è gli Usa del 1945.

È molto più piccola e soprattutto ha un piccolo esercito (che è bene rimanga tale) però ultimamente molto attivo in Africa occidentale (Mali), in Afghanistan e Lituania.

Ha pessimi rapporti storici ed attuali con la Polonia governata dal 2015 da un partito anti tedesco come “Legge e giustizia” mentre la Francia di Macron sa bene che i tedeschi sono un loro “nemico naturale” e cercano istintivamente la vicinanza degli Usa (appunto come la Polonia).

In settembre si voterà in Germania e la Merkel ora è molto attenta al suo elettorato e sta assumendo quindi toni più populisti.

Altro punto importante è quello dei pessimi rapporti che la Germania con la Russia di Putin che è “alleato” degli Usa di Trump.

Quindi, a ben considerare, la Cancelliera tedesca più che la “leader del mondo libero”, come si vorrebbe far passare, è la leader di una nazione fiorente economicamente (a spese degli altri) ma isolata nel consesso internazionale.

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