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Esteri
Libia, i generali chiedono la sospensione del Parlamento

Tripoli ha vissuto una mattinata di tensione dopo che il proclama di un generale che chiedeva la sospensione del Parlamento e la creazione di un comitato presidenziale aveva fatto pensare a un colpo di Stato in Libia. Il premier, Ali Zeidan, ha pronunciato un discorso in diretta tv per smentire che fosse in atto un golpe, e il ministro della Difesa, Abdullah al-Thani, ha spiegato che il proclama di Haftar, uno dei leader militari della rivoluzione contro Muammar Gheddafi, era un atto "illegale". Anche un portavoce del Parlamento, il Congresso nazionale generale (Gnc), ha gettato acqua sul fuoco. "Il generale Haftar non rappresenta l'esercito e non si trova neppure a Tripoli, la capitale e' sicura", ha dichiarato Omar Humaidan. Del resto, l'esercito libico e' molto frammentato perche' i soldati sono per lo piu' ancora in fase di addestramento o ex ribelli piu' fedeli alle regioni di provenienza che al governo centrale.

Zeidan ha affermato che la situazione e' sotto controllo e le attivita' del Parlamento e del governo proseguono regolarmente e ha reso noto di aver chiesto al ministero della Difesa di prendere provvedimenti contro il generale Haftar. Il premier ha anche invitato l'esercito a mostrare senso di responsabilita' e rispetto per la volonta' popolare. C'erano state voci di un'interruzione di Internet nella capitale e di movimenti di truppe, tutto smentito dal governo e anche da testimoni.

In Libia la situazione a quasi due anni e mezzo dall'uccisione di Gheddafi resta molto incerta, tra la presenza delle milizie che si rifiutano di disarmare e le proteste che periodicamente affliggono il Paese con blocchi e violenze. Il governo di Zeidan e' stato ulteriormente indebolito dalle recenti dimissioni dei ministri appartenenti al partito Giustizia e Costruzione, espressione politica dei Fratelli Musulmani in Libia. Da qualche giorno circolava la voce di un rimpasto per rafforzare l'esecutivo.

Il generale Haftar e' stato una figura di spicco della rivoluzione contro Gheddafi: aveva combattuto nella prima guerra contro il Ciad, a meta' anni '70, ma poi era stato costretto in esilio negli Stati Uniti per tornare durante la rivolta del 2011 come uno dei capi militari del Consiglio nazionale transitorio (Cnt) libico. Nella sua dichiarazione aveva affermato che "il comando nazionale dell'Esercito libico proclama la nascita di un movimento per la nuova 'road map'" e aveva preannunciato "incontri con i diversi gruppi e partiti riguardo l'attuazione di questa roadmap".

Il Congresso nazionale generale, il Parlamento sempre piu' impopolare dall'insediamento a seguito delle elezioni del 2012, e' profondamente diviso al suo interno tra l'Alleanza delle forze nazionali e gli islamici di Giustizia e Costruzione, legati ai Fratelli musulmani e al partito Al Wafaa. Il Parlamento doveva essere di transizione ma il suo mandato, scaduto il 7 febbraio, e' stato prorogato fino al 2015 per permettere al Comitato dei Sessanta, un organismo che si insediera' giovedi' prossimo, di redigere la nuova Costituzione.

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