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Esteri
Libia, l'Italia e altri 5 Paesi: le fazioni si uniscano contro l'Isis
Libia, irritazione della Casa Bianca per la frenata di Renzi

È un appello a fare fronte comune contro le "barbarie" dell'Is, quello che i governi di Italia, Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti rivolgono "a tutte le fazioni libiche che desiderano un Paese unificato e in pace". Secondo quanto riferisce una nota della Farnesina, si rilancia l'obiettivo di creare un "governo di concordia nazionale che, in cooperazione con la comunità internazionale, possa garantire la sicurezza al Paese contro i gruppi di estremisti violenti che cercano di destabilizzarlo". Le sei nazioni condannano con forza "gli atti barbarici che terroristi affiliati all’Is stanno perpetrando nella città libica di Sirte": "Siamo profondamente preoccupati - si legge nel testo - dalle notizie che parlano di bombardamenti indiscriminati su quartieri della città densamente popolati e atti di violenza commessi al fine di terrorizzare gli abitanti". Nei giorni scorsi è stato riferito di un raid dei miliziani islamici contro l'ospedale della città, al quale ha fatto seguito altro orrore: secondo quanto hanno riferito fonti locali, dodici combattenti sarebbero stati decapitati dagli uomini del califfato e i loro corpi sarebbero sati poi crocifissi.
 
Da qui l'invito a "combattere la minaccia posta da gruppi terroristici transnazionali che sfruttano la Libia per i loro scopi". Frasi che arrivano a poche ore di distanza dalla richiesta formulata dal governo libico di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, che, alla vigilia del vertice di martedì al Cairo, ha chiesto alla Lega araba di intervenire per bombardare l'Is.
 
L'Italia e gli altri Paesi che hanno sottoscritto il documento spingono intanto per la soluzione politica, ribadendo appoggio al processo di dialogo guidato dal rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite, Bernardino Leon, e ci si rallegra per la recente sessione di negoziati per il dialogo politico svoltasi a Ginevra. "Ribadiamo ancora una volta che non esiste una soluzione militare al conflitto politico in Libia, e rimaniamo preoccupati per la situazione economica e umanitaria che peggiora giorno dopo giorno", è scritto nella nota, in cui si afferma pure: "Siamo pronti a sostenere la messa in pratica di questo accordo politico, affinché il governo di concordia nazionale e tutte le nuove istituzioni nazionali possano funzionare efficacemente e venire incontro alle necessità più urgenti del popolo libico".
 
Non c'è però tempo da perdere, sottolineano i governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti: "Gli avvenimenti terribili che stanno accadendo a Sirte sottolineano ancora quanto sia urgente che le varie fazioni libiche trovino un accordo".

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