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Esteri

Un discorso di profonda amicizia tra i due Paesi, che hanno «una relazione molto speciale», senza risparmiare alcuni messaggi chiari a Trump. Accolto da tre minuti di applausi, il presidente francese Emmanuel Macron, ha parlato davanti al Congresso americano esattamente 58 anni dopo il generale Charles de Gaulle. Macron ha ricordato tutto ciò che unisce Stati e Francia in termini di valori e di visione del mondo. Nella prima visita di Stato a Washington dell’amministrazione Trump, Macron ha ricordato che Francia e Usa sono «nazioni radicate nello stesso terreno, gli stessi ideali della rivoluzione americane e francese, i valori di tolleranza, libertà e uguali diritti».

«Abbiamo combattuto fianco a fianco in numerose battaglie, dall’inizio degli Usa abbiamo condiviso una visione comune dell’umanità, i nostri Paesi sono basati sugli stessi ideali, abbiamo lavorato assieme per questi ideali universali: libertà, tolleranza, uguaglianza dei diritti». «La decisione di Trump di onorare la Francia della prima visita di Stato — ha sottolineato Macron — è un simbolo forte, voglio ringraziare il presidente e la moglie per l’invito eccezionale che ci hanno porto». «Quando Voltaire e Benjamin Franklin si incontrarono a Parigi, si strinsero le mani e si baciarono sulle guance. Questo può ricordare qualcosa», ha scherzato Macron riguardo alla cordialità del suo rapporto con Trump, notata da molti in questi tre giorni a Washington.

«Ci sono due vie per procedere: potremmo scegliere l’isolazionismo, cosa che può tentare, ma chiudere la porta non impedirà al mondo di avanzare. L’isolazionismo è una minaccia», ha detto Macron con un messaggio che è sembrato rivolgersi a Trump, che però non era al Congresso. «se non agiamo nell’immediato le istituzioni internazionali come Onu e Nato non saranno in grado di portare avanti le loro istanze. Un forte multilateralismo è l’unica opzione valida per le nostre nazioni». «Dobbiamo essere coscienti dei nuovi rischi che sono davanti a tutti, tenere gli occhi aperti, non lasceremo che il nazionalismo ci privi della più grande prosperità». «Il multilateralismo forte non creerà un’ombra sulle nostre identità e le nostre culture», «permetterà alle nostre culture di essere protette e prosperare liberamente assieme, perché» sono «legate alla pace e alla libertà. È l’unica chance di rafforzare le nostre nazioni, le nostre identità, le nostre culture. Con Trump, con i membri del Congresso e il popolo americano, potremmo contribuire all’ordine mondiale».

E anche sul clima Macron è sembrato rivolgersi a Trump, che ha portato gli Stati Uniti fuori dall’accordo di Parigi. «Dobbiamo lasciare ai nostri figli un un pianeta abitabile» visto che non «non c’è un Pianeta B». «Che senso ha fare scelte che condanneranno i nostri figli e nipoti?» Macron, interrotto di frequente dagli applausi, ha invitato a uno sforzo comune: «Dobbiamo lavorare insieme. Credo che un giorno gli Usa torneranno a unirsi all’accordo di Parigi».

Verso la fine del suo discorso, durato oltre 40 minuti, Macron ha parlato anche dell’accordo con l’Iran: «L’obiettivo è chiaro: l’Iran non deve possedere alcuna arma nucleare. Non ora, non tra 5 anni, non tra 10 anni, mai». «Dobbiamo cercare un accordo più completo, fondato su quattro pilastri». Macron, che ha sottolineato che l’Iran «non avrà mai un’arma atomica», ha esortato a collaborare per raggiungere l’obiettivo: «Dobbiamo lavorare insieme». E ha spiegato:«L’accordo attuale non affronta le nostre più importanti preoccupazioni, tuttavia non lo dobbiamo abbandonare senza avere qualcosa più sostanzioso». Ma parlando anche della Siria Macron è stato netto: «Questa politica non deve portare alla guerra in Medioriente, dobbiamo portare stabilità e rispettare la sovranità, anche quella dell’Iran, che rappresenta una grande civiltà. Non dobbiamo ripetere gli errori del passato nella regione, non dobbiamo essere naif, non dobbiamo creare nuove guerre».

«Negli anni recenti i nostri Paesi hanno conosciuto numerose tragedie. Abbiamo sofferto per il nostro attaccamento ai nostri valori, principi che i terroristi odiano». Macron ha citato anche gli attentati dell’11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti e poi quelli che hanno colpito la Francia «da cinque anni». «Non dimenticheremo mai le vittime innocenti degli attacchi terroristici, è un prezzo atroce per la libertà e la democrazia. Ed è il motivo per cui siamo assieme in Siria e in Sahel, per lottare assieme contro i gruppi terroristi e per distruggerli»

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macron congresso usa
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