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Esteri
Marco Buti, dg Ue, bacchetta l'Italia
Da formiche.net

Marco Buti è un “eurocrate” italiano di Bruxelles, direttore generale degli affari economici e finanziari dell’Ue, che qualche giorno fa ha inviato una lettera al Mef, specificatamente al direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera, in cui chiede esplicitamente che fattori rilevanti' che “possano giustificare un andamento del rapporto Debito/PIL con una riduzione meno marcata di quella richiesta".

Come noto, la manovra finanziaria del governo che sarà appunto “espansiva” e aumenterà quindi tale rapporto.

Al di là delle procedure e delle ritualità formali che sono in atto tra Bruxelles e Roma interessa la partita politica che si cela dietro quella amministrativa.

Ma chi è Marco Buti?

È un economista che dal 2008 è direttore generale per l’Unione Europea e ha gestito la crisi greca.

Qui non si vuole contestare il suo alto ruolo amministrativo, che tuttavia è solerte e compiaciuto, ma altro. Infatti, già nel gennaio 2018 in piena campagna elettorale, Buti durante una Conferenza alla European Policy Centre affermava: “Da quando è iniziata la campagna elettorale vedo che i partiti italiani stanno accumulando alcune promesse assurde, altre irrilevanti rispetto alle priorità italiane” ed ancora: “A sentire certi politici sembra che ci sia l’assunzione che le attuali condizioni finanziare, tra cui i bassi tassi d’interesse di cui l’Italia ha beneficiato in modo massivo per gestire il suo alto debito, siano destinate a durare per sempre, ma non sarà così.

E qui che non siamo più d’accordo con Buti. Una cosa è fare l’alto tecnocrate fiammingo e un’altra è portare considerazioni squisitamente politiche a supporto dell’agire amministrativo.

L’affermazione riguardo i “partiti italiani”, “certi politici” e le “promesse assurde”, non possono trovare ricezione in chi ha poi il compito di gestire la macchina amministrativa europea perché in questo modo si ingenera il sospetto che la visione politica del Buti cittadino italiano infici l’agire del Buti altissimo dirigente della Ue.

Si tratta di motivi di opportunità.

Ed infatti la lettera inviata qualche giorno fa, alla luce anche di queste affermazioni pregresse, perde di autorevolezza.

Un problema non da poco visto che sulla manovra finanziaria l’Italia si gioca il suo futuro.

 

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