Donald Trump sospende parte delle nuove sanzioni e dei dazi sulle esportazioni russe previsti dal Lindsey Graham Act, a pochi giorni dalla loro entrata in vigore. Una decisione motivata con ragioni di interesse nazionale e legata anche agli sforzi dell’amministrazione per contenere i prezzi del diesel in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre. Il presidente ha fatto ricorso alla clausola di deroga prevista dalla legge, promulgata il mese scorso e fortemente voluta per aumentare la pressione economica su Mosca in risposta all’invasione dell’Ucraina. Il provvedimento prende il nome dal senatore repubblicano Lindsey Graham, promotore dell’iniziativa.
La deroga consente di esentare determinate merci russe dai dazi e di sospendere alcune sanzioni nei confronti di persone ed entità straniere. Non si tratta, tuttavia, di una revoca generalizzata delle misure contro Mosca: le restrizioni già in vigore restano operative. Nell’ordine esecutivo, intitolato Attuazione del Lindsey O. Graham Sanctioning Russia and Iran Act of 2026, Trump ha dichiarato di aver trasmesso al Congresso la certificazione richiesta dalla normativa, accompagnata da una relazione sulle ragioni della decisione.
Il riferimento è alla Sezione 115 del Graham Act, che autorizza il presidente a concedere deroghe alle sanzioni e ai dazi previsti dalla legge, nel rispetto degli obblighi di comunicazione al Congresso. “Ho trasmesso al Congresso la certificazione secondo cui la concessione di tale deroga, in questo momento, è nell’interesse nazionale degli Stati Uniti”, ha scritto Trump nell’ordine pubblicato sul sito della Casa Bianca.
Il nodo del petrolio
La scelta arriva mentre l’amministrazione è sottoposta a crescenti pressioni per la gestione delle esportazioni energetiche russe e per il tentativo di frenare il costo dei carburanti. L’entrata in vigore delle nuove misure avrebbe potuto complicare gli sforzi per contenere i prezzi del diesel, un tema particolarmente sensibile in vista dell’appuntamento elettorale di novembre.
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