Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Esteri » Migranti a Ceuta, Madrid attacca: “Italia non all’altezza, il Paese con più arrivi irregolari”. Fonti del Viminale: “Con Meloni crollati gli sbarchi”

Migranti a Ceuta, Madrid attacca: “Italia non all’altezza, il Paese con più arrivi irregolari”. Fonti del Viminale: “Con Meloni crollati gli sbarchi”

Il ministro degli Esteri spagnolo accusa il governo sulla gestione della crisi mentre la presidente della Commissione Ue scrive a Sanchez

Migranti a Ceuta, Madrid attacca: “Italia non all’altezza, il Paese con più arrivi irregolari”. Fonti del Viminale: “Con Meloni crollati gli sbarchi”
Meloni e i migranti

La crisi migratoria di Ceuta continua ad alimentare le tensioni politiche tra Spagna e Italia, mentre da Bruxelles arriva un nuovo richiamo alla necessità di una risposta comune europea. A riaccendere lo scontro è stato il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, che in un’intervista all’emittente pubblica Rtve ha criticato duramente la reazione di alcuni governi europei alla crisi scoppiata nei giorni scorsi nella città autonoma di Ceuta. Tra questi, ha indicato esplicitamente anche l’Italia, accusata di non essersi “dimostrata all’altezza”, in riferimento alla decisione di sospendere temporaneamente l’applicazione di Schengen nei confronti della Spagna per timore di un possibile effetto domino sugli arrivi di migranti.

“Ci sono stati Paesi e governi che non si sono dimostrati all’altezza”, ha affermato Albares, includendo tra le critiche anche alcune forze politiche spagnole, in particolare Partito Popolare e Vox, accusate di aver rilasciato dichiarazioni “irresponsabili”. Il capo della diplomazia di Madrid ha quindi invocato “unità” attorno a Ceuta e Melilla, definite non soltanto città spagnole ma anche “città europee”, sottolineando la loro peculiarità di rappresentare l’unico confine terrestre tra l’Unione europea e l’Africa.

Secondo Albares, proprio questa specificità dovrebbe essere riconosciuta anche a livello europeo nella riunione straordinaria dei ministri dell’Interno dell’Ue convocata per domani. “Senza solidarietà non c’è Europa”, ha ribadito, ricordando inoltre che, a suo giudizio, l’Italia resta il Paese con il maggior numero di ingressi irregolari nell’Unione, mentre la Spagna registra i numeri più contenuti. “All’Italia piacerebbe risolvere la situazione di Lampedusa come noi abbiamo risolto quella di Ceuta”, ha concluso.

Il ministro ha poi rivendicato il ruolo svolto dal Marocco nella gestione dell’emergenza. Ha parlato di una collaborazione “fin dal primo momento”, spiegando che la grande maggioranza delle circa 50 mila persone entrate irregolarmente tra giovedì e venerdì è già stata rimpatriata nel giro di 48 ore grazie al coordinamento tra Rabat e Madrid. Un risultato che Albares ha definito “senza precedenti”, sostenendo che il Marocco si sia dimostrato un partner affidabile sia nel contenimento dei flussi sia nell’organizzazione dei rimpatri. Il ministro ha inoltre denunciato quella che ha definito un’attività “insolita” sui social network, accusando alcuni soggetti di aver amplificato e distorto la recente sentenza della Corte Suprema spagnola sui respingimenti e di aver diffuso informazioni false sul funzionamento dello spazio Schengen.

Fonti del Viminale: “Con Meloni crollati gli sbarchi”

“In Italia da gennaio di questo anno a oggi si è verificato un crollo degli sbarchi di migranti irregolari che è stato ottenuto proprio grazie alle politiche del governo Meloni”. Lo riferiscono fonti del Viminale. “Si tratta di un calo del 55% rispetto all’anno scorso e di circa l’82% rispetto al 2023 primo anno di insediamento del nostro Esecutivo che dovette fronteggiare una situazione ereditata da precedenti governi che era completamente fuori controllo – sottolineano le stesse fonti -. Quanto alla presunta ‘invasione’ di Lampedusa, al momento sono presenti 98 migranti sull’isola e da tempo non si vive una situazione di emergenza sul posto”.

Von der Leyen scrive a Sanchez

Sul dossier è intervenuta anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che in una lettera inviata al premier spagnolo Pedro Sanchez ha ribadito che “la migrazione è una sfida europea che richiede una risposta europea” e che la solidarietà tra gli Stati membri rappresenta un elemento imprescindibile. La presidente dell’esecutivo comunitario ha assicurato il pieno sostegno della Commissione alla Spagna, indicando cinque priorità su cui concentrare gli sforzi comuni: rafforzare la cooperazione con i Paesi terzi per prevenire gli arrivi irregolari, potenziare il controllo delle frontiere esterne, migliorare i sistemi di allerta, contrastare le reti dei trafficanti e rendere più efficaci i rimpatri. Von der Leyen ha inoltre ricordato come, negli ultimi due anni, gli arrivi irregolari nell’Unione europea siano diminuiti del 55%, con un ulteriore calo del 37% registrato quest’anno, sostenendo che quanto accaduto a Ceuta rappresenta una lezione sulla necessità di rafforzare la resilienza e la capacità di risposta comune dell’Unione europea di fronte alle crisi migratorie.