La maggior parte dei migranti entrati a Ceuta dal Marocco è tornata oltreconfine. Secondo il governo spagnolo, circa 48 mila delle 60 mila persone arrivate avevano già lasciato l’enclave entro il primo agosto.
Migranti Ceuta rientrati: quanti sono tornati in Marocco
L’Agi, citando il governo spagnolo, ha riferito che 48 mila delle circa 60 mila persone entrate a Ceuta erano già rientrate in Marocco. Il movimento è avvenuto attraverso la frontiera terrestre e con operazioni coordinate tra le autorità dei due Paesi. Qui il racconto terribile di uno di loro.
Le cifre complessive restano controverse. Le autorità spagnole hanno indicato un numero superiore a 50 mila arrivi, mentre il governo marocchino ha fornito stime più basse.
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La maggior parte delle persone entrate nell’enclave sarebbe composta da giovani marocchini. Per loro il ritorno può avvenire direttamente attraverso la frontiera, una volta completati i controlli sull’identità.
Ceuta, cosa succede a chi è rimasto
Le forze di sicurezza hanno effettuato controlli nei quartieri, negli edifici abbandonati e nelle aree periferiche per individuare chi non si è presentato spontaneamente ai valichi.
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Euronews riferisce che piccoli gruppi avrebbero cercato di rimanere nascosti o di evitare l’identificazione. Le autorità stanno distinguendo tra cittadini marocchini, minori non accompagnati e persone provenienti da altri Paesi.
Per i minorenni non accompagnati non può essere applicata automaticamente la stessa procedura prevista per gli adulti. Devono essere svolte verifiche sull’età, sui familiari e sulle condizioni di sicurezza del rientro.
I migranti di nazionalità diversa da quella marocchina possono invece essere trasferiti nei centri di accoglienza o sottoposti alle procedure previste dalla normativa spagnola sull’immigrazione e sull’asilo.
Migranti Ceuta rientrati: l’accordo tra Spagna e Marocco
Madrid e Rabat hanno concordato di rafforzare la cooperazione e velocizzare la consegna delle persone entrate irregolarmente. La Cadena Ser ha riportato l’impegno dei due governi ad applicare le procedure di riammissione nel minor tempo possibile.
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Il bilancio umano dell’attraversamento è ancora incerto. Fonti spagnole, marocchine e locali hanno diffuso numeri differenti sulle persone morte in mare. Le divergenze riguardano sia il numero dei corpi recuperati sia il luogo esatto dei decessi.
La situazione nella città sta progressivamente tornando alla normalità, ma restano attivi i controlli alla frontiera e nelle zone di accesso all’enclave.

