È ormai scontro aperto tra Italia e Spagna sulla gestione dell’emergenza migratoria esplosa a Ceuta. La decisione di Roma di procedere alla sospensione temporanea degli accordi di Schengen come risposta alla pressione migratoria ha provocato una dura reazione del governo spagnolo, che ha portato la questione direttamente sul tavolo delle istituzioni europee. Il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez ha infatti inviato una lettera al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e alla presidenza di turno del Consiglio Ue, esprimendo “seria preoccupazione” per la reazione di alcuni governi europei alla crisi in corso.
La lettera di Sanchez all’Ue
Nella missiva, Sanchez ha chiesto la convocazione urgente di una riunione dei ministri dell’Interno dei Ventisette per definire una risposta comune e ribadire un principio che Madrid considera fondamentale: la gestione e la sicurezza delle frontiere esterne dell’Unione europea non possono essere responsabilità esclusiva dei Paesi maggiormente esposti, ma devono rappresentare un impegno condiviso da tutti gli Stati membri. “La sicurezza delle frontiere è una responsabilità comune”, ha scritto il premier spagnolo, sottolineando come la Spagna abbia adottato negli ultimi anni una politica migratoria basata sulla solidarietà europea e sulla cooperazione con gli altri partner.
Sanchez ha rivendicato i risultati ottenuti da Madrid nella gestione dei flussi irregolari, ricordando che la Spagna, pur essendo “l’unico Stato membro con una frontiera terrestre con l’Africa”, è diventata-secondo il governo spagnolo-una delle frontiere esterne più sicure dell’Unione europea. Il premier ha inoltre ricordato il sostegno offerto ad altri Paesi europei durante precedenti crisi migratorie, dall’emergenza al confine tra Bielorussia e Polonia nel 2021 fino agli arrivi a Lampedusa nel 2023.
Ma il passaggio più duro della lettera riguarda proprio la reazione europea alla crisi di Ceuta. Sanchez ha definito la risposta dell’Ue “piuttosto asimmetrica”, evidenziando come la maggior parte dei governi abbia espresso solidarietà e offerto assistenza, mentre altri abbiano scelto una linea di critica nei confronti della Spagna, arrivando a chiedere misure restrittive come la sospensione temporanea di Schengen. Pur senza citare direttamente l’Italia, il riferimento appare chiaro. Secondo Sanchez, un simile atteggiamento sarebbe il risultato di “pregiudizi, disinformazione, ignoranza o interessi politici” e sarebbe contrario non solo al diritto europeo e umanitario, ma anche ai principi di solidarietà alla base dell’Unione.
La lettera di meloni e altri 21 Paesi Ue
Italia e Danimarca hanno promosso una lettera ai vertici Ue “in relazione ai recenti sviluppi alla frontiera esterna dell’Unione europea a Ceuta”. La missiva, firmata da 22 Paesi tra cui non compaiono tra gli altri Spagna e Francia, indirizzata al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, Micheál Martin, chiede alla presidenza irlandese la “convocazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell’Interno” per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una “risposta europea coordinata”.

