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Esteri
Mosca, perquisizione in casa di Navalny. Ma mano tesa di Putin all'Europa
Aleksey Navalny

Aleksey Navalny, il più famoso oppositore di Vladimir Putin, arrestato lo scorso 17 gennaio, torna a far parlare di sé. Questa volta a causa di una perquisizione avvenuta in casa sua e nei suoi uffici da parte della polizia russa. Nel frattempo, il capo del Cremlino, nel mirino dell’Occidente per l’arresto del blogger Aleksey Navalny, cerca di uscire dall’angolo e chiede migliori rapporti con l’Ue, assicurando che il Cremlino è “pronto”. 

Mosca, perquisita la casa del leader dell’opposizione russa  Navalny

L'appartamento del leader dell'opposizione russa nel quartiere Maryno a Mosca è stato perquisito da agenti con il volto coperto perche' non sarebbero state rispettate le restrizioni sanitarie sul coronavirus durante le manifestazioni di sabato scorso. L'atto contro il dissidente, arrestato lo scorso 17 gennaio, è stato denunciato su Twitter dal direttore della sua Fondazione anticorruzione (Fbk), Ivan Zhdanov, che ha reso noto come altre perquisizioni siano state effettuate anche nelle case di persone vicine a Navalny (tra gli altri il fratello Oleg), negli uffici della Fbk e nelle abitazioni di alcuni degli organizzatori delle oceaniche proteste del 23 gennaio. 

Yulia Navalnaya, moglie di Navalny, ha cercato di impedire l'ingresso degli agenti chiamando il suo avvocato, Veronika Poliakova, che pero' non ha potuto assistere alle perquisizioni perche' la polizia aveva gia' "sfondato la porta", un'operazione che la stessa Poliakova ha definito "contro la legge". L'operazione e' avvenuta alla vigilia dell'udienza in cui la giustizia russa valutera' il ricorso contro l'arresto per 30 giorni di Navalny, che era stato fermato al suo rientro dalla Germania il 17 gennaio scorso. 

Mosca, Vladimir Putin tende la mano all’Unione Europea 

Putin intanto torna a Davos dopo dodici anni di assenza, per tendere la mano all’Unione Europea. Con  un tono conciliatorio il capo del Cremlino ha ricordato che Russia e Ue condividono una storia comune e devono ritornare a "un'agenda positiva". Parlando in collegamento video al Forum quest'anno tutto on line, Putin ha posto l'accento sulle crescenti disuguaglianze e disoccupazione e l'aumento del populismo come potenziali fattori scatenanti di nuovi conflitti che, secondo lui, potrebbero far precipitare il mondo in una "oscura anti-utopia". "La pandemia ha esacerbato i problemi e gli squilibri che si sono accumulati". "Le istituzioni internazionali si stanno indebolendo, i conflitti regionali si moltiplicano e la sicurezza globale si sta deteriorando". 

"E' naturale che Europa occidentale e Russia stiano insieme. Oggi la situazione non e' normale: se riusciamo a guardare oltre i problemi del passato, allora ci attende una fase positiva delle relazioni. Ma l'intesa e' impossibile se dichiarata solo da una parte, deve invece essere reciproca". Putin ha anche celebrato la decisione di Russia e Stati Uniti di estendere il Trattato per la riduzione delle armi strategiche (New Start) come "un passo nella giusta direzione", ma ha aggiunto che le tensioni crescenti sono arrivate a somigliare alla situazione antecedente la Seconda guerra mondiale. 

Mosca, la stretta di Mosca su oppositori e piattaforme web

In Russia le autorità stringono il cerchio non solo su chi è vicino a Navalny, ma anche sulle piattaforme online, ree di non aver cancellato e limitato i post che invitavano i minori a unirsi alle manifestazioni non autorizzate. Nel Paese, questo tipo di raduni è vietato se non approvato dalle autorità stesse, cosi' come e' proibito invitare i minori di 18 anni a parteciparvi. 

A Davos, Putin si e' scagliato contro le piattaforme web usate dai contestatori. Quest'ultime, secondo Putin, "non sono solo giganti economici ma in alcune zone sono di fatto gia' concorrenti degli Stati". Il capo del Cremlino le ha anche accusate di interpretare un ruolo decisivo nel condizionamento delle masse: "Dove si trova il limite tra il successo di un gruppo economico mondiale che offre servizi al pubblico e il tentativo di controllare brutalmente, e a sua discrezione, la societa'?", ha chiesto Putin. 

Non a caso l'ente responsabile delle telecomunicazioni in Russia, il Roskomnadzor, ha annunciato future sanzioni nei confronti di realta' come Facebook, Instagram, Twitter, TikTok, VKontakte, Odnoklassniki e YouTube proprio per aver lasciato circolare messaggi che incitavano i minori a manifestare per Navalny. 

Ma per ora la crisi non sembra destinata a rientrare. Dopo l'arresto di quasi 4mila persone, sabato scorso, l'opposizione ha convocato per domenica una nuova giornata di manifestazioni. Per le proteste di domenica prossima è stato lo stesso Navalny a indicarne il luogo, ancora su Twitter: si tratta dell'area della Lubyanka dove si trova la sede dei servizi di sicurezza interni russi (FSB), eredi del KGB. Una nuova pagina di una storia che sembra lontana dal trovare conclusione. 

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