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Nepal e Tibet, i numeri di morti e dispersi sono impressionanti. Tra “fantasmi” seppelliti e foto dei propri cari di parenti disperati: “Lo avete visto?”

La richiesta di risarcimento per “danni morali” a Cina, Usa e India

Nepal e Tibet, i numeri di morti e dispersi sono impressionanti. Tra “fantasmi” seppelliti e foto dei propri cari di parenti disperati: “Lo avete visto?”
Nepal police personnel bury the bodies of flash flood victims in a mass grave in Kathmandu, Nepal, Tuesday, Sept. 1, 2026. (AP Photo/Dar Yasin)

La catastrofe che ha colpito Nepal e Tibet dovuta allo scioglimento di un enorme ghiacciaio assume ogni giorno dimensioni più grandi e impressionanti. Tra “fantasmi” senza nome seppelliti e parenti con le foto in mano dei propri cari a chiedere informazioni: “Lo avete visto?”. Ma ormai le speranze di trovare ancora qualcuno in vita si sono davvero ridotte al lumicino. Il numero delle persone morte è salito a 1.204, mentre quelle disperse sono adesso 4.216: lo afferma l’autorità nepalese per la gestione dei disastri.

Precedentemente, le autorità nepalesi avevano riferito di 1.114 persone morte e 3.916 disperse. A riportare la notizia è l’Afp, secondo cui, tenendo conto del bilancio ufficiale della situazione in Tibet, in totale almeno 1.225 persone sono morte a causa delle inondazioni del 26 agosto mentre 4.757 risultano disperse.

Il Nepal ha avviato “un’iniziativa diplomatica per chiedere ai Paesi responsabili delle emissioni di gas serra un risarcimento per i danni causati dalle recenti e letali inondazioni improvvise”. A dirlo è il ministro degli Esteri nepalese Shisir Khanal alla tv Khantipur. In particolare il ministro ha indicato Cina, Stati Uniti e India come i tre maggiori produttori di gas serra che hanno “una responsabilità storica di risarcire nazioni vulnerabili come il Nepal”.