È iniziato a Teheran il corteo funebre per l’ayatollah Ali Khamenei, la guida suprema iraniana uccisa all’inizio della guerra contro gli Stati Uniti e Israele, seguito da una folla immensa, secondo quanto riportato dall’emittente statale IRIB. Dopo essere stata esposta per due giorni nella Grande Moschea, luogo sacro e politico della capitale iraniana, la bara verrà portata in processione per le vie della città. Il corteo dovrebbe durare dalle 10 alle 12 ore e attraverserà la celebre via Enghelab (Rivoluzione) e piazza Azadi (Libertà), secondo gli organizzatori. Non partecipa il figlio Mojtaba, nuova Guida suprema. Ma in piazza ci sono tutte le massime autorità di Teheran, alta tensione nonostante tutte le misure di sicurezza adottate.
Secondo quanto riportato dal quotidiano saudita Asharq Al-Awsat, che cita due fonti interne al gruppo terroristico, Hamas si starebbe muovendo verso lo scioglimento del suo organo di governo a Gaza. Secondo le fonti, questa mossa avrebbe lo scopo di introdurre il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (NCAG), un organismo di tecnocrati supervisionato dal Consiglio di Pace statunitense, incaricato di amministrare Gaza durante il periodo di transizione dal governo di Hamas. Il comitato non è ancora entrato nella Striscia a causa del rifiuto di Hamas di deporre le armi. Una delle fonti afferma che lo scioglimento verrà annunciato domani.
Ieri, l’agenzia di stampa Kan ha riportato che Hamas ha deciso di prendere tempo nei negoziati per il suo disarmo e per l’attuazione del piano del presidente statunitense Donald Trump per la Gaza postbellica, riconoscendo che il primo ministro Benjamin Netanyahu sta facendo lo stesso in vista delle imminenti elezioni della Knesset. La testata giornalistica ha citato un documento interno discusso dal gruppo nei giorni scorsi. Secondo il documento, Hamas ritiene che Netanyahu consideri qualsiasi concessione su Gaza un suicidio politico e che stia intenzionalmente ritardando i negoziati indiretti, che non hanno fatto progressi significativi da mesi. Il gruppo ha quindi deciso di fare lo stesso, affermando, e di vedere cosa proporrà il prossimo governo.
Non ci sarà nessuna ricostruzione di Gaza finché Hamas non consegnerà le sue armi. Lo ribadisce il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Parlando del Libano, il leader israeliano ha affermato che “stiamo agendo secondo le nostre valutazioni”, nonostante l’accordo provvisorio tra Iran e Stati Uniti preveda che Israele debba cessare gli attacchi e porre fine all’occupazione. Ieri Netanyahu ha celebrato il 250° anniversario del Giorno dell’Indipendenza degli Stati Uniti con un video in cui elogiava gli Stati Uniti come “la più grande forza di libertà che il mondo moderno abbia conosciuto”. «La libertà non è mai a buon mercato. Deve essere continuamente conquistata. Deve essere continuamente difesa. Quando l’America e Israele sono uniti, la libertà è più forte», ha affermato nel messaggio.«I tiranni che affrontiamo gridano: “Morte all’America, morte a Israele”. Pensano che la libertà sia debole. Pensano che le democrazie siano deboli. Si sbagliano sulle nostre due democrazie”, ha aggiunto.

