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Esteri
Next Generation Eu: Orban, veto e la clausola della discordia (spiegata bene)

NEXT GENERATION EU, SU AFFARITALIANI.IT LA COSTITUZIONALISTA PAOLA BILANCIA

La riunione informale tenuta giovedì sera fra i leader europei sarebbe dovuta ruotare intorno all’emergenza Covid-19 ma è stata ‘monopolizzata’ dal caso Ungheria/Polonia e dal veto posto sulla clausola per l'erogazione dei fondi. La partita è cruciale: sul tavolo non c'è soltanto il Next Generation EU (209 miliardi per l’Italia) ma anche il quadro pluriennale finanziario. Affaritaliani.it ha interpellato la costituzionalista Paola Bilancia per chiarire gli aspetti di un quadro molto complesso. “Il timore delle istituzioni europee qual è? - spiega Paola Bilancia - È che i nuovi fondi possano finire per andare a finanziarie ulteriori violazioni dello stato di diritto”. È questo il ‘nocciolo’ della questione. “Ungheria e Polonia sono contrarie alla clausola introdotta per l'erogazione dei fondi, che differisce da quanto previsto dal Trattato di Lisbona”.

NEXT GENERATION EU, IN CHE COSA CONSISTE LA "CLAUSOLA DELLA DISCORDIA"

E in che cosa consiste questa clausola a cui si oppongono i due Paesi dell’Est? “In sostanza si tratta di un procedimento nato dall’accordo fra Parlamento e Consiglio su iniziativa della Commissione, finalizzato ad accertare eventuali violazioni dei principi dello stato di diritto. Questo procedimento prevederebbe la deliberazione del Consiglio Ue a maggioranza e non all’unanimità. Se la delibera - continua Paola Bilancia -relativa al rispetto dello stato di diritto dovesse passare, determinerebbe lo stop dell'erogazione dei finanziamenti europei di qualsiasi tipo”. “Ora sia la Polonia che l'Ungheria hanno dei procedimenti in corso di fronte alla Corte di Giustizia europea per violazione dei principi dello stato di diritto, ma i procedimenti di fronte alla Corte vanno avanti lentamente, e la Commissione sembra essere giunta alla conclusione che le normali procedure di infrazione non siano più sufficientemente efficaci”. 

NEXT GENERATION EU, QUANDO INTERVERREBBE LA CLAUSOLA?

Su quale procedura, prevista dal Trattato sull’Unione europea, interverrebbe la clausola? La costituzionalista spiega che “Attualmente l'articolo 7 del TUE prevede che su proposta motivata di 1/3 degli Stati membri, del Parlamento o della Commissione, previa deliberazione del Parlamento, il Consiglio possa constatare a maggioranza dei 4/5 un evidente rischio di violazione dello stato di diritto da parte del Paese ‘incriminato’. Su proposta di 1/3 degli Stati membri o della Commissione e previa deliberazione del Parlamento, inoltre, il Consiglio europeo può constatare all'unanimità la violazione grave e persistente dello stato di diritto da parte del Paese 'incriminato'. La nuova clausola che si propone si differenzia quindi da questa procedura, ed è sostanzialmente per questo che Ungheria e Polonia si oppongono. Il punto non è quindi il bilancio in quanto tale, ma proprio la nuova clausola”.

NEXT GENERATION EU, LA COOPERAZIONE RAFFORZATA: STRADA PERCORRIBILE? 

Come si esce dallo stallo? “La sopravvivenza, in alcune materie, del voto all'unanimità è stata storicamente uno dei maggiori ostacoli all'integrazione europea - come spiega sempre Paola Bilancia - Per ‘raggirare’ il voto all'unanimità, in alcuni settori, si è provato con un 'escamotage', e cioè andare avanti con le cooperazioni rafforzate. Un numero determinato di Stati di buona volontà fa un accordo e decide di andare avanti rispetto agli altri. È successo con la cooperazione strutturata permanente in materia di difesa (che però non decolla lo stesso), così come in altri ambiti, incluso quello della Giustizia e degli Affari interni. Tuttavia, quando si tratta di procedure che riguardano il bilancio non è possibile fare ricorso a questo tipo di strumenti. In questo ambito quindi il futuro è affidato alle negoziazioni dei leader nazionali”. 

NEXT GENERATION EU, CONCLUSIONI: UNIONE EUROPEA ANCORA IMPOTENTE?

In conclusione, la sensazione è, che al di là del presunto bluff che starebbe portando avanti il blocco a 2 di Visegrad, di fatto l’Unione europea, intesa come istituzione sovranazionale, sia ancora impotente di fronte le grandi questioni continentali che riguardino il bilancio o la politica estera. La logica che si sviluppa non è, né più né meno di quella che si innesca nelle relazioni multilaterali fra stati che non appartengono a nessuna organizzazione sovranazionale. Non si tiene conto dell'indirizzo degli organismi terzi come la Commissione e il Parlamento Ue, rispettivamente nominati dai governi ed eletti dai cittadini europei. Se l’accordo sul Next Generation Eu di luglio è stato salutato con il trionfo della retorica, oggi una piccola clausola potrebbe far tornare tutti con i piedi per terra.

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