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Barack Obama ha chiesto al regime di Kim Jong-un di porre fine al suo "approccio aggressivo", perché nessuno vuole una nuova guerra nella penisola coreana. Il presidente americano ha aggiunto che è sua intenzione cercare di risolvere la crisi con Pyongyang attraverso la diplomazia ma allo stesso tempo, ha avvertito, adotterà i passi necessari per proteggere gli Stati Uniti e i loro alleati. Obama, al termine di un incontro alla Casa Bianca con il segretario generale e dell'Onu, il sudocreano Ban Ki-moon, ha ribadito che, "gli Stati uniti adotterano tutti i passi necessari", non solo, "per proteggere il proprio popolo", ma anche quelli, "per rispettare i nostri impegni in base alle nostre alleanze nella regione".

Riferimento implicito agli accordi di difesa che Washington ha sia con la Corea del Sud che con il Giappone. Il presidente americano ha di fatto chiarito al regime nordcoreano - che ha ripetutamente minacciato di colpire la Corea del Sud, gli Stati Uniti nonche' le basi americane in Giappone - che Washington è pronta a reaggire militarmente non solo in caso di attacco diretto al suolo o ad obiettivi Usa nella regione ma anche nell'eventualità che ad essere colpiti siano Seul o Tokyo. Il servizio segreto del Pentagono, "la Dia (Defense Intelligence Agenzy), è moderatamente sicura che la (Corea del) Nord abbia al momento ordigni (nucleari di dimensioni tali da) essere lanciati da missili balistici, anche se la loro affidabilita' e' molto bassa".

Questo il parere espresso dai vertici della Dia in un rapporto segreto citato dal deputato repubblicano, Doug Lamborn, membro della commissione Forze Armate della Camera. E' quanto rivela l'agenzia Blooomberg. No comment, dal portavoce dell'agenzia, Susan Strednansky. Pyongyang ha ripetutamente minacciato di colpire la Corea del Sud, gli Stati Uniti nonchè le basi americane in Giappone con ordigni atomici. Nonostante Pyongyang abbia effettuato dal 2006 tre test atomici (l'ultimo il 12 febbraio scorso) e numerosi lanci di missili a lunga gittata, gli esperti hanno sempre ritenuto che i tecnici nordcoreani non siano in grado di sviluppare una testata atomica sufficientemente piccola da essere montata nell'ogiva di un missile. Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, si è appellato direttamente al governo cinese affinche' intervenga con tutto il suo peso su Pyongyang per ridurre le tensioni nella penisola coreana.

Pechino è il principale alleato della Corea del Nord da cui il regime dipende per la sua stessa sopravvivenza economica. Ban, che ha parlato al fianco di Barack Obama alla Casa Bianca, ha anche elogiato gli Stati Uniti per la loro risposta, "misurata", alla retorica provocatoria di Kim Jong-un, che ha ripetutamente minacciato di colpire la Corea del Sud, gli Usa nonche' le basi americane in Giappone con ordigni atomici. Nei giorni scorsi il Pentagono, con un gesto distensivo, ha annullato il lancio di un missile balistico intercontinentale Minuteman. La settimana scorsa aveva invece spostato in Corea del Sud diversi caccia invisibili F-22, gli aerei da guerra americani piu' moderni, e aver fatto sorvolare la zona dai bombardieri B-2.

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