Il fallimento di Ueno Bank ha scatenato una crisi politica e finanziaria in Paraguay. Circa tre milioni di correntisti sono stati coinvolti dal blocco dei depositi, mentre imprese ed enti pubblici cercano di recuperare i propri fondi. L’ex presidente Santiago Peña, destituito e arrestato, è stato convocato dalla Procura insieme all’ex governatore della Banca centrale Carlos Carvallo Spalding.
Paraguay, il crack di Ueno Bank rischia di travolgere il sistema finanziario: tre milioni di correntisti coinvolti
La bancarotta di Ueno Bank ha già fatto cadere il presidente del Paraguay e rischia adesso di coinvolgere una parte molto più ampia dell’economia nazionale. La crisi dell’istituto privato ha congelato i risparmi di circa tre milioni di correntisti, mentre iniziano a emergere anche i fondi di imprese ed enti pubblici rimasti bloccati. La Banca centrale del Paraguay ha avviato la procedura di risoluzione dell’istituto dopo aver accertato una grave insufficienza patrimoniale. Non è ancora stata chiarita l’entità complessiva dell’ammanco, né quanto denaro potrà essere recuperato dalle società e dalle istituzioni che avevano depositato risorse nella banca. Il rischio è che la crisi di Ueno Bank si estenda ad altre attività economiche, con conseguenze sui pagamenti, sulla liquidità delle imprese e sulla fiducia dei risparmiatori. Le autorità monetarie sostengono che si tratti di un caso circoscritto e hanno avviato le procedure previste per proteggere i depositanti.
Petropar e Ande denunciano Ueno Bank: fondi pubblici bloccati, si temono perdite milionarie
Tra le istituzioni coinvolte c’è Petropar, la società petrolifera di Stato, che ha presentato una denuncia contro Ueno Bank per “frode, abuso di fiducia e altri reati”, chiedendo l’adozione di “misure cautelari a salvaguardia del patrimonio aziendale”. L’azienda non ha ancora chiarito ufficialmente quanto denaro sia rimasto bloccato, ma le prime ricostruzioni parlano di un’esposizione di circa 40 miliardi di guaraní, pari ad almeno sei milioni di euro. Anche l’Amministrazione nazionale per l’energia elettrica (Ande) ha presentato una denuncia alla magistratura “con l’obiettivo di far luce sulla situazione finanziaria dell’istituto e sul suo potenziale impatto sui fondi dell’ente ivi depositati”.
L’ente ha chiesto inoltre misure cautelari per proteggere il proprio patrimonio e favorire il recupero delle somme. La crisi coinvolge anche il municipio di Asunción, che ha segnalato il blocco di fondi per circa un milione di euro e annunciato iniziative legali. Le denunce degli enti pubblici complicano ulteriormente la gestione della bancarotta. Le verifiche dovranno accertare l’effettivo ammontare dei depositi coinvolti e le eventuali responsabilità nella gestione della banca.
Paraguay, Peña destituito e arrestato: convocato dalla Procura con l’ex governatore Carvallo
Il terremoto finanziario ha provocato anche la caduta del presidente Santiago Peña. Il capo dello Stato è stato destituito dal Parlamento attraverso la procedura di impeachment e successivamente arrestato nell’ambito dell’inchiesta su Ueno Bank. La Procura ha disposto anche l’arresto di Carlos Dagoberto Carvallo Spalding, ex presidente della Banca centrale del Paraguay, dimessosi il 3 novembre dopo lo scoppio dello scandalo. Carvallo aveva ricoperto in precedenza incarichi dirigenziali proprio nell’istituto finanziario finito al centro delle indagini.
Peña e Carvallo sono stati convocati davanti al pubblico ministero per essere ascoltati sulle contestazioni legate alla gestione della crisi bancaria e ai rapporti tra l’istituto e le autorità pubbliche. L’ex presidente, inizialmente sottoposto a detenzione domiciliare, è stato trasferito per ragioni di sicurezza in una struttura militare dopo le manifestazioni organizzate davanti alla sua abitazione.
Alla guida del Paraguay è subentrato Pedro Alliana, che ha prestato giuramento dopo la destituzione di Peña.
Le indagini sono ancora in corso e le responsabilità penali degli ex vertici istituzionali dovranno essere accertate dalla magistratura.
Ueno Bank, partono i rimborsi ai risparmiatori: pensioni garantite entro il 17 novembre
La Banca centrale del Paraguay ha avviato i rimborsi dei depositi attraverso il Fondo di garanzia, dando priorità ai piccoli correntisti e ampliando progressivamente la platea dei beneficiari. Secondo le informazioni diffuse dall’ANSA, oltre un milione di correntisti avrebbe già ottenuto la restituzione dei propri fondi. Rimangono però difficoltà per numerosi risparmiatori e per le istituzioni con somme ancora bloccate.
Particolare attenzione è rivolta ai pensionati che ricevevano le mensilità attraverso Ueno Bank. L’Instituto de Previsión Social, l’ente previdenziale paraguaiano, ha assicurato che il pagamento delle pensioni e delle prestazioni aggiuntive avverrà entro il 17 novembre, attraverso altri istituti di credito. La ripresa dei pagamenti non ha comunque fermato le proteste. Migliaia di persone sono scese in piazza ad Asunción e nuove manifestazioni sono state convocate nella capitale.
Durante le proteste davanti all’abitazione di Peña si sono verificati scontri con la polizia, che hanno contribuito alla decisione di trasferire l’ex presidente per ragioni di sicurezza. Il Paraguay deve adesso recuperare i depositi bloccati, chiarire le responsabilità del crack e impedire che la crisi di Ueno Bank comprometta la fiducia nelle altre banche del Paese.
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