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Esteri
Polonia, elezioni: favorita la destra

Domenica gli elettori polacchi votano per il rinnovo della Camera, il Sejm, e il Senato. Il risultato delle elezioni politiche in Polonia avrà ripercussioni non solo sul Paese, dove con tutta probabilità tornerà al potere il partito conservatore Diritto e Giustizia (Pis) dell'ex premier Jaroslaw Kacynski, ma anche sull'Europa in particolare per quanto riguarda la crisi migratoria, che è stata al centro del dibattito elettorale. Secondo i sondaggi la coalizione di destra, guidata dal Pis dovrebbe raggiungere il 36% delle preferenze alla Camera dove si vota con il sistema proporzionale (460 deputati), con un notevole distacco dai liberali di Piattaforma civiva (PO) del premier uscente Ewa Kopacz, quasi 14 punti percentuale, che ha ricevuto l'incarico dopo che Donald Tusk è stato chiamato alla guida del Consiglio europeo. A superare le soglie, del 5% per i partiti e dell'8% per le coalizioni, saranno anche la coalizione Sinistra unita (11%), il Partito dei Polacchi, il Partito Moderno e il movimento del rocker Pawel Kukiz, che si attestano intorno al 6%. I 100 senatori sono invece eletti con sistema uninominale. Negli ultimi dibattiti televisivi la questione più spinosa su cui si sono scontrati gli otto candidati premier è stata quella dei rifugiati. La Polonia oscilla tra paura e solidarietà e anche se il flusso migratorio ha fino ad ora risparmiato il Paese, la decisione del premier di cedere parzialmente al piano di ripartizione voluto dall'Ue è stata messa all'indice da Kaczynski che ha paventato un'islamizzazione e possibili problemi per la salute dei cittadini, con epidemie come il "colera, già diffuso nelle isole greche" o la "dissenteria a Vienna" portati dai migranti. Concetto ribadito anche dal presidente Andreji Duda che ha parlato di "rischi epidemiologici". Il presidente del Pis e la candidata premier del suo partito Beata Szydlo hanno fatto leva sulla paura promettendo in più occasioni di proteggere i polacchi dagli stranieri e soprattutto dai musulmani. "Oggi, i polacchi sono soprattutto preoccupati per la loro sicurezza", ha detto Szydlo proponendo di aiutare i rifugiati nei loro Paesi.

E il PO, al potere da otto anni e già in pesante calo di consensi per i mancati assegni familiari e le promesse non mantenute sul fronte fiscale, non ha vita facile su questo terreno: secondo un sondaggio pubblicato nel mese di settembre, due polacchi su tre sono contrari all'accoglienza. Consapevole della diffidenza dell'opinione pubblica il premier uscente ha insistito soprattutto sulla "ferma posizione" tenuta dalla Polonia in sede Ue con il rifiuto del sistema permanente di quote. Kopacz ha dichiarato che l'accoglienza dei rifugiati non costerà nulla al bilancio dello Stato e che la Polonia è stato in grado di imporre le sue condizioni all'Ue. Varsavia ha ospitato fino ad ora circa 200 siriani cristiani, seguiti da una fondazione privata. Il governo uscente ha indicato di poter accettare più rifugiati rispetto a quanto chiedo dall'Unione europea (9.287), ma senza dare il numero esatto. Kopacz dal canto suo ha lanciato l'allarme su cosa potrebbe accadere se il Paese fosse consegnato ai conservatori del Pis. "Io offro il buon senso e non il fanatismo, una Polonia civile e non una repubblica confessionale", ha dichiarato il premier uscente commentando le posizioni del Pis vicine a quelle della Chiesa su questioni come l'aborto, la fecondazione in vitro o la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne. "Hai votato tre volte contro i diritti delle donne", ha attaccato Kopacz parlando alla sua rivale diretta Beata Szydlo. Al di là dei dibattiti televisivi, analisti e sondaggi concordano sulla più che probabile vittoria dei conservatori, che dovranno comunque trovare un alleato di governo. Dalla caduta del regime comunista in poi, infatti, nessun partito ha ottenuto la maggioranza di 231 seggi per governare da solo. Su chi sceglierà il Pis molto dipenderà da quali partiti supereranno le soglie del 5%. Un possibile compagno di governo per il partito di Kaczynski potrebbe essere il Korwin, formazione euroscettica di destra che nell'Europarlamento è nello stesso gruppo dell'Ukip di Nigel Farage, o il movimento anti-sistema del rocker Kukiz. Altra componente fondamentale sarà l'affluenza al voto, notoriamente bassa in Polonia, tra le più basse in Europa. Gli aventi diritto sono 30,7 milioni. Alle ultime elezioni europee soltanto il 23,8% è andato a votare, alle politiche del 2011 il 48,9%. Le urne aprono alle 7:00 e chiudono alle 21:00 di domenica 25 ottobre. I risultati finali non sono attesi prima di lunedì.

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