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Esteri
Putin a New York. Con Obama bilaterale in salita

Se il buongiorno si vede dal mattino, il viaggio del presidente russo Vladimir Putin a New York non sarà certo dei più semplici. Mosca e Washington sono in polemica, già prima di cominciare, attaccandosi a vicenda su chi ha chiesto di incontrare chi. Il tutto mentre il dossier siriano si presenta già abbastanza rovente, dopo l'ampia attenzione dedicata dai media occidentali alla presenza russa nella base di Latakia. E all'ombra del Palazzo di Vetro, le spinte diplomatiche di altri Paesi potrebbero ulteriormente complicare la situazione.

Ecco come si presenta l'agenda di Putin per lunedì. La riunione dei presidenti Barack Obama e Putin a New York si terrà nel pomeriggio del 28, intorno alle 17 locali (le 23 in Italia), fa sapere il Cremlino. Nella mattina invece Putin parlerà all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite alle 10.45 (le 16.45 italiane). Il tema principale di questo difficile incontro (come anche dell'intervento di Putin al Palazzo di Vetro) sarà chiaramente la situazione in Medio Oriente, in particolare la Siria. E poi in secondo piano altre questioni, compresa l'Ucraina, ha detto il consigliere presidenziale russo. "Data la situazione internazionale, i problemi acuti li sappiamo tutti: siamo pronti a discuterne con il presidente degli Stati Uniti, con particolare attenzione per la situazione in Medio Oriente e il problema siriano, e così via, ma, naturalmente, può essere che si tocchino altre questioni, tra cui la crisi in Ucraina", ha detto Ushakov.

La chimica tra Obama e Putin non ha mai funzionato: è cosa nota.

Il quotidiano "The New York Times" aveva riferito ieri, citando fonti della Casa Bianca, che Obama non voleva incontrare Putin di persona, ma aveva cambiato la sua posizione e ora vedeva il valore di tale incontro. Ma poi il portavoce della Casa Bianca Josh Ernest ha aggiunto che Putin aveva cercato "disperatamente" di incontrare Obama, per potenziare lo status della Russia nell'arena mondiale. "Gli americani hanno infranto le regole non scritte della diplomazia, speriamo che più avanti le rispettino", ha commentato piccato Ushakov. Secondo il Cremlino, non è stata la Russia a chiedere un incontro con il leader della Casa Bianca.

Piuttosto l'amministrazione Usa, che il 19 settembre ha proposto due date, il 28 o il 29 settembre, e il Cremlino ha scelto il lunedì. Si ricordi che il ministro Sergey Lavrov ad agosto aveva detto: "I nostri colleghi americani ci stanno mandando segnali sul fatto che vogliono mantenere i contatti. Se ci fosse una proposta del genere da parte loro, credo che il presidente risponderebbe in modo positivo". L'ultima volta, Putin e Obama si erano brevemente incontrati di persona nell'autunno del 2014. Alla fine di giugno 2015 i presidenti della Russia e degli Stati Uniti per la prima volta da febbraio, si erano parlati al telefono. L'incontro chiuderà comunque la giornata per Putin che subito "dopo prenderà il volo per Mosca", ha detto Ushakov, che ha inoltre ricordato che Putin, a parte Obama, terrà "ai margini" della Assemblea Generale dell'ONU una serie di incontri bilaterali e parteciperà al pranzo dato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite in onore dei capi delegazione. I principali bilaterali saranno quelli con il leader della Casa Bianca e il premier giapponese Shinzo Abe, ma il capo di stato russo terrà anche una serie di "riunioni in piedi", ossia brevi conversazioni con i leader dei vari paesi. I rapporti tra Mosca e Washington restano comunque molto tesi. E anche la polemica che è sorta in queste ore sulla preparazione del faccia a faccia lo testimonia. "Il nostro presidente sarà presente al pranzo che dà il Segretario generale delle Nazioni Unite in onore dei capi di delegazioni che partecipano alla sessione" aggiunge Ushakov. Va detto che il Palazzo di Vetro, opera di Le Corbusier e Oscar Niemeyer, fresca di restauro, potrebbe essere la cornice perfetta per un rilancio dei rapporti Russia-Usa. Ma le speranze di un reset sono davvero sottili. Benchè Putin non sia un esordiente. Anzi sarà uno dei pochi capi di stato ad avere affrontato due volte un discorso all'Assemblea generale dell'ONU (la prima nell'anniversario del 2005) ed è anche l'unico leader ad essere ancora in carica dopo un decennio. Il compito forse all'epoca era più facile. Si trattava di anticipare i temi dell'allora prossima presidenza della Russia nel G8. Una passeggiata, rispetto al quadro odierno.

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