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Esteri

Dopo giorni in cui illazioni e smentite sulla vicenda si sono susseguite a ritmo vertiginoso, ha confermato la morte nel Mali settentrionale di uno dei suoi principali capi militari al-Qaeda nel Maghreb Islamico, branca nord-africana della rete terroristica fondata dal defunto Osama bin Laden: fonti del gruppo jihadista hanno infatti confermato in via riservata all'agenzia di stampa privata mauritana 'Sahara Medias' che e' effettivamente stato ucciso Abdelhamid Abu Zeid, 55 anni, noto anche come 'l'Emiro del Sud'. Stando a tali fonti, Abu Zeid e' rimasto vittima di un bombardamento aereo francese sull'Adrar des Ifoghas, un massiccio montuoso che si estende a ridosso della frontiera con l'Algeria sud-occidentale.

Il 28 febbraio l'emittente televisiva algerina 'Ennahar' aveva annunciato per prima che il sedicente 'Emiro del Sud', autore in pochi anni di decine di sequestri di cittadini occidentali (compresi tre italiani) molti dei quali poi soppressi in prigionia, era stato intercettato e liquidato tre giorni prima insieme a una quarantina di guerriglieri ai suoi ordini. L'eliminazione di Abu Zeid era quindi stata rivendicata dalle forze speciali del Ciad, che insieme a quelle di Parigi stano collaborando con le truppe locali nello scacciare dal Paese sub-sahariano le milizie islamiste che ne avevano assunto il controllo.

Le fonti anonime di al-Qaeda nel Maghreb Islamico hanno per contro smentito seccamente che sia stato ucciso anche un altro comandante jihadista della regione, Mokhtar Belmokhtar, stratega tra l'altro del clamoroso assalto di un commando integralista, il 16 gennaio scorso, all'impianto di estrazione del gas algerino di In Amenas, in pieno deserto, costato la vita ad almeno 37 ostaggi stranieri, a un loro collega locale e a 29 sequestratori.

"Belmokhtar si trova nella zona di Gao", hanno tagliato corto le stesse fonti, "e muove guerra al nemico". Anche l'eliminazione di quest'ultimo era stata reclamata dall'Esercito ciadiano ma, smentite dei movimenti fondamentalisti a parte, ieri era stata messa in dubbio anche dagli esperti dell'Istituto 'Site', centro di monitoraggio anti-terrorismo on-line con sede negli Usa.

In precedenza sull'uccisione di Abu Zeid per la prima volta si era sbilanciata la Francia, il cui capo dello stato maggiore interforze, ammiraglio Edouard Guillaud, ne aveva giudicato "probabile" la fine. "E' probabile, ma solo e unicamente probabile", aveva puntualizzato Guillaud, intervistato dall'emittente radiofonica 'Europe 1'. "Al momento", aveva proseguito, "non e' possibile averne alcuna certezza. Certo", aveva riconosciuto, "sarebbe una buona notizia, ma non abbiamo ancora recuperato il cadavere".

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