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Esteri
Renzi all’Ue: Italia non chiede scorciatoie. "Siamo la generazione Telemaco"

STRASBURGO - Un discorso di circa venti minuti, pieno di passione  e riferimenti colti, interrotto sette volte dagli applausi, più quello finale. Matteo Renzi ha inaugurato dinanzi all'Europarlamento di Strasburgo il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea. Renzi ha seguito una traccia scritta, ma ha parlato a braccio affidando la descrizione dettagliata del programma sul quale l'Italia si impegnerà a un documento distribuito a tutti gli eurodeputati.

Ma sul debutto di Renzi, che ha fatto della richiesta di maggiore flessibilità il suo slogan europeo, cala il gelo del premier olandese Mark Rutte che, secondo quanto ripota la stampa locale, ha dichiarato al Parlamento dell'Aja: "All'ultimo vertice Ue Olanda e Germania hanno stoppato il tentativo di Francia e Italia di ammorbidire le regole di bilancio".  Rutte rispondendo ai deputati che lo incalzavano preoccupati dalla nuova flessibilità delle regole di cui si parla dopo il vertice, ha spiegato che "non c'è da preoccuparsi, le regole non sono cambiate, e sta alla Commissione vigilare sulla loro applicazione corretta", riporta il Volkskrant. E comunque "l'Olanda è in stretta collaborazione con Germania e Finlandia" che "diranno la loro" sul rispetto delle regole.

Polemica sulla mancata conferenza stampa. E ulteriore imbarazzo a Strasburgo crea la decisione di Renzi di non tenere la tradizionale conferenza stampa al termine dell'intervento di presentazione dell'agenda della presidenza semestrale del consiglio Ue, davanti alla plenaria del parlamento europeo. Renzi ha fatto sapere al presidente dell'europarlamento, Martin Schulz, di non poter partecipare alla conferenza stama congiunta con lui e con il presidente della commissione europea, Josè Manuel Barroso, come invece hanno fatto finora quasi tutti i suoi predecessori, primi ministri dei governi che hanno esercitato la presidenza di turno dell'Ue.

Una decisione "inusuale", dunque, secondo fonti dello staff di Schulz, che tuttavia ha pubblicamente minimizzato l'importanza della questione. "E' solamente, esclusivamente ed eccezionalmente a causa di restrizioni di orario e impegni del primo ministro italiano, che ripartirà subito dopo il suo intervento in plenaria", ha detto il presidente dell'europarlamento, rispondendo in conferenza stampa alla domanda di un cronista.

Alla domanda se non consideri irrispettoso il fatto che Renzi abbia tanta fretta perché deve partecipare a una trasmissione tv in Italia (alle 20,30 sarà ospite in diretta su Raiuno dello speciale di "Porta a Porta" di Bruno Vespa che appositamente riapre per una serata), il presidente dell'europarlamento ha replicato: "Non sta a me giudicare l'orario e l'agenda di un primo ministro. Ma sapete che è un uomo che lavora molto con la stampa, non si nasconde di certo. Ha sicuramente degli impegni con un programma molto denso e tempi limitati", ha concluso Schulz.


Il discorso agli eurodeputati italiani. Renzi ha lavorato al testo fino a ieri sera a Palazzo Chigi. Per la prima volta leggerà un discorso e non parlerà a braccio. Ad accompagnarlo il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Del Rio e Sandro Gozi, ma al suo fianco siederà il ministro degli Esteri Federica Mogherini, l'esponente che il premier vuole candidare come Alto rappresentante della Politica estera dell'Unione.

Prima di prendere la parola in Aula, Renzi ha incontrato gli europarlamentari italiani e poi il presidente del Parlamento Martin Schulz. E ha anticipato che le parole chiave del suo discorso saranno "coraggio" e "orgoglio". Agli eurodeputati ha detto: "Il Governo è convinto che mai come ora bisogna che l'Italia non vada in Europa a chiedere o a rivendicare" ma a portare "una storia straordinaria ed un futuro all'altezza del nostro passato". "Siamo disponibilissimi a organizzare un momento di incontro, con Graziano Delrio e Federica Mogherini, con le forme che riterrete opportune come parlamentari italiani in Europa", ha continuato il premier. "Sarebbe una cosa preziosa, su di voi pesa una responsabilità doppia, quella di rappresentare una storia straordinaria e quella di preparare un futuro all'altezza". Infine, Renzi ha riferito di aver incontrato un editore italiano che sottolineava come i libri che recano nel titolo la parola 'Europa' non vendono più e ha ribadito la necessità di fare in modo che anche questo possa cambiare.

L'ultima volta dell'Italia alla guida del semestre di presidenza Ue era stata 11 anni fa, nel 2003, quando, nella sessione inaugurale, l'allora premier Silvio Berlusconi diede del kapò a Martin Schulz, capodelegazione dei socialdemocratici tedeschi.

In mattinata la sessione plenaria del Parlamento europeo era stata aperta dal presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, che davanti agli eurodeputati ha parlato di ripresa economica: "E' lenta ma sta arrivando" ha detto Van Rompuy, che ha ricordato come "lavorare per la ripresa è la nostra principale missione" e che è necessario "trovare il giusto equilibrio tra la disciplina dei conti e la necessità di sostenere la crescita". Poi ha ha parlato di Ucraina, ricordando che nel summit della settimana scorsa i 28 "hanno preso l'impegno a riunirsi in qualsiasi momento per prendere ulteriori, significative, misure restrittive" nei confronti della Russia.

Subito dopo ha preso la parola il presidente uscente della Commissione europea Josè Manuel Barroso, che ha garantito l'impegno volto ad "assicurare la miglior transizione possibile verso il nuovo collegio". Da Barroso un endorsement per il presidente designato Juncker: "I leader della Ue", ha sottolineato Baroso, "hanno indicato Jean-Claude Juncker come presidente della Commissione. Lo conosco da più di vent'anni e la sua esperienza è oltre ogni dubbio". Un'elezione, quella di Juncker, non scontata, soprattutto dopo le parole del neo presidente del gruppo dei Socialisti europei S&D, Gianni Pittella, che, senza aperture sulla flessibilità, non esclude un voto contrario del secondo gruppo più consistente del Parlamento.

In Aula ha parlato anche il leader degli euroscettici britannici Nigel Farage, secondo il quale la Gran Bretagna "è sempre più vicina alla porta d'uscita dalla Ue". Farage si lancia anche in una previsione per i prossimi anni: "Nei prossimi cinque anni per i paesi del sud Europa andrà sempre peggio, e mi dispiace per gli italiani perchè adesso ho degli italiani nel mio gruppo". E il suo gruppo si prepara a una nuova protesta: sui banchi degli eurodeputati dell'Ukip campeggiano alcune bandierine del Regno Unito.

 

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