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Esteri
Russia, dall’Ue via libera al tetto del petrolio e nuove sanzioni a Mosca

Guerra Russia Ucraina, ottavo pacchetto di sanzioni Ue contro Mosca 

La Commissione europea ha proposto oggi un nuovo pacchetto di sanzioni economiche contro la Russia a seguito dei referendum farsa per l'annessione dei territori occupati, negli "oblast" di Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia. Lo hanno annunciato, con una dichiarazione alla stampa oggi pomeriggio a Bruxelles, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e l'Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune Ue, Josep Borrell. "Non accetteremo i referendum farsa e nessun tipo di annessione dei territori ucraini", ha affermato von der Leyen presentando le nuove sanzioni contro il "tentativo illegale" da parte della Russia "di accaparrarsi i territori dell'Ucraina".

Oltre a nuove "liste nere" che prendono di mira individui ed entità coinvolti nell'occupazione e nell'annessione illegale dei quattro "oblast" ucraini in cui si sono svolti i referendum farsa, nella nuova mobilitazione di 300.000 soldati russi, nelle decisioni del ministero della Difesa e nella fornitura di armi ed equipaggiamenti all'esercito russo, il pacchetto include "un nuovo divieto di importazione di prodotti russi per un valore di 7 miliardi di euro" e un divieto di esportazione dall'Ue verso la Russia di prodotti e tecnologie chiave riguardanti l'apparato militare, l'aviazione e l'elettronica, più alcune specifiche sostanze chimiche, ha spiegato von der Leyen.

Inoltre, ha aggiunto la presidente della Commissione, "sarà proibito ai cittadini Ue sedere nei consigli di amministrazione delle aziende pubbliche russe", e verrà imposto, con un accordo raggiunto al G7, un tetto al prezzo del petrolio greggio russo che viene esportato verso i paesi terzi, in aggiunta al divieto di importazione nell'Ue del greggio russo trasportato per via marittima, che è già stato deciso e che entrerà in vigore il 5 dicembre. Infine, verranno elaborate delle "liste nere" con sanzioni contro gli individui ed entità, di qualunque nazionalità, e non necessariamente russi, responsabili dell'aggiramento delle sanzioni Ue, per esempio attraverso triangolazioni per far arrivare in Russia attraverso paesi terzi dei prodotti acquistati nell'Ue per cui è vietata l'esportazione.

Ue, Gentiloni: "Mosca ha perso 500 aziende e 125 mila posti lavoro"

"Le sanzioni stanno costantemente divorando l'economia russa, che è destinata a ridursi notevolmente sia quest'anno che il prossimo. Il servizio federale del lavoro russo ha dichiarato che 3 mila brand hanno sospeso gli affari dall'invasione, con 500 società straniere che sono state liquidate entro la fine di luglio al costo di 125 mila posti di lavoro". Lo ha dichiarato il commissario europeo dell'Economia, Paolo Gentiloni, nel suo intervento al Frankfurt Forum del Consiglio Atlantico.

"Le importazioni della Russia dall'Ue sono diminuite di circa il 50% nel periodo marzo-giugno, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Le importazioni russe di apparecchiature informatiche sono crollate, nonostante la sua legalizzazione delle importazioni parallele. L'accesso bloccato agli aggiornamenti del software occidentale, ai pezzi di ricambio essenziali e ai semiconduttori sta avendo un effetto devastante sull'industria", ha aggiunto. "Molte delle poche auto oggi prodotte in Russia - i dati dell'estate indicavano un calo delle vendite di oltre il 70% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso a causa del crollo della produzione - sono prive di airbag, Abs e marmitte catalitiche", ha evidenziato l'ex premier. "La quota della Russia nelle importazioni di gas dell'Ue e' diminuita di due terzi, dal 45% prima della guerra al 14% attuale. E la sua quota delle importazioni di gas dai nostri gasdotti e' diminuita di tre quarti, dal 40% al 9%. Gli accordi che abbiamo stretto con gli Stati Uniti e altri partner per aumentare le importazioni di energia hanno compensato i tagli ai combustibili fossili russi", ha chiarito Gentiloni.

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