Un cittadino svedese è stato fermato nella regione russa di Pskov con l’accusa di aver progettato sabotaggi contro installazioni militari. Secondo l’Fsb, l’uomo sarebbe entrato illegalmente in Russia dopo aver combattuto al fianco delle forze ucraine. Le accuse sono state diffuse dai servizi di sicurezza russi e non risultano confermate in modo indipendente.
Le accuse russe sul presunto piano contro strutture militari e l’ingresso oltre confine
Un cittadino svedese è stato fermato in Russia, nella regione di Pskov, con l’accusa di aver preparato atti di sabotaggio e terrorismo contro obiettivi militari. A riferirlo è l’Fsb, il servizio di sicurezza interno russo, citato dalle agenzie di stampa di Mosca. Secondo la versione dei servizi russi, l’uomo sarebbe entrato “illegalmente” nel Paese con l’intenzione di “commettere atti di sabotaggio e terrorismo contro installazioni militari”.
L’Fsb sostiene inoltre che il cittadino svedese abbia combattuto in passato al fianco delle forze ucraine. Il presunto progetto prevedeva di arruolarsi nelle forze armate russe per poi compiere sabotaggi contro strutture militari del Paese. Le autorità russe non hanno fornito, nelle informazioni finora diffuse, ulteriori dettagli sull’identità dell’uomo o sugli obiettivi specifici che avrebbe intenzione di colpire.
Le accuse di sabotaggio e il presunto passato militare dell’uomo restano dichiarazioni attribuite all’Fsb, sulle quali non sono disponibili conferme indipendenti.
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