La variante al Piano di governo del territorio di Milano entra nella fase decisiva. Palazzo Marino punta a completare entro ottobre il confronto con Municipi, parti sociali ed economiche, per arrivare entro metà novembre in Consiglio comunale con la proposta di adozione. Le principali modifiche sono state illustrate dalla vicesindaco Anna Scavuzzo e dallo staff tecnico del Comune durante il Forum per la Rigenerazione urbana all’ADI Design Museum. La cosiddetta “variantina” interviene anche su alcuni degli aspetti dell’urbanistica milanese che negli ultimi mesi sono finiti al centro delle inchieste della Procura.
Tra le novità più significative c’è lo stop alla possibilità di realizzare torri al posto delle autorimesse. Viene inoltre previsto l’obbligo di ricorrere al Piano attuativo quando la superficie territoriale supera i 20mila metri quadrati.
Pgt, dai cortili alle procedure: cosa cambia con la variante
Uno degli obiettivi è mettere ordine nelle procedure previste dal Pgt vigente, dai piani attuativi ai pareri della Commissione Paesaggio, fino ai permessi di costruire, riallineando le disposizioni alla prassi attualmente seguita dagli uffici comunali. Un altro intervento riguarda i cortili e punta a eliminare le incertezze interpretative emerse negli ultimi anni. “Abbiamo proposto di superare l’idea del cortile e introdurre la nozione di ‘area interna a isolati’, che è maggiormente comprensibile dal punto di vista urbanistico”, ha spiegato Scavuzzo. Alla variante sarà quindi allegata anche una mappa con l’individuazione degli isolati, con l’obiettivo di ridurre i margini di interpretazione. La vicesindaco ha inoltre annunciato l’esclusione della possibilità di convertire le autorimesse che si trovano all’interno dei cortili.
Studentati, almeno il 30% dei posti letto a tariffe per il diritto allo studio
Novità anche per gli studentati convenzionati. La proposta prevede una soglia minima del 30% dei posti letto da destinare a tariffe legate al diritto allo studio, che potrà rappresentare la base per la definizione delle future convenzioni. Secondo quanto illustrato durante il Forum, per questa quota di posti letto potranno essere applicate le tariffe previste dalla normativa specifica sul diritto allo studio per un periodo non inferiore a 30 anni. Più in generale, gli studentati potranno essere considerati servizi abitativi solo in presenza di una convenzione senza limiti temporali.
Scavuzzo: “Entro metà novembre la proposta in Consiglio comunale”
Il percorso verso l’adozione dovrebbe procedere rapidamente. Palazzo Marino è attualmente impegnato nella raccolta dei pareri delle parti sociali, economiche e dei Municipi. Una volta conclusa questa fase, verrà predisposta la delibera da sottoporre al Consiglio comunale. “Entro ottobre compiremo il percorso sopradescritto ed entro metà novembre potremo portare in Consiglio comunale la proposta di adozione“, ha spiegato Scavuzzo. A quel punto il provvedimento passerà dalle commissioni consiliari prima di approdare in aula.
Assimpredil e Aspesi contro la variante: “Rischia di rallentare gli interventi”
Le nuove regole hanno però già provocato le critiche degli operatori del settore immobiliare. Come riferisce Il Giorno, Assimpredil Ance contesta l’impostazione scelta dal Comune, sostenendo che, in una fase segnata dall’emergenza abitativa e dalle difficoltà economiche incontrate da studenti e lavoratori nell’accesso alla casa, la variante rischi di trasformarsi in un ostacolo alla realizzazione di nuove abitazioni.
Scavuzzo respinge le critiche. Secondo la vicesindaco, le contestazioni “tradiscono la preoccupazione che ogni cambiamento porta con sé“, mentre gli interventi proposti non sarebbero particolarmente rivoluzionari rispetto alla prassi già consolidata. Palazzo Marino, ha aggiunto, è disponibile a investire in nuove risorse umane per aumentare l’efficienza amministrativa.
Critico anche il presidente di Aspesi – Unione Immobiliare, Federico Filippo Oriana, secondo il quale le nuove norme rischiano di introdurre ulteriori vincoli e rallentamenti agli interventi immobiliari, in particolare alle operazioni private di rigenerazione urbana. Oriana mette inoltre l’accento sugli oltre 200 siti abbandonati censiti a Milano: secondo il presidente di Aspesi, con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni aumenterebbe il rischio che queste aree rimangano inutilizzate, proprio mentre la città deve fare i conti con l’emergenza abitativa e con le conseguenze del blocco giudiziario di numerosi interventi.
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