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Vertice Ue, l’Olanda chiede più aiuti a Kiev, l’Italia difende i fondi europei e i Paesi nordici fanno muro sul clima

Tajani propone una voce unica per la pace. Roma riunisce gli Amici della Coesione, mentre tre premier difendono l’Ets

Vertice Ue, l’Olanda chiede più aiuti a Kiev, l’Italia difende i fondi europei e i Paesi nordici fanno muro sul clima
Parlamento Europeo

Dall’Ucraina al bilancio europeo, fino alle politiche climatiche, i governi arrivano al Consiglio europeo di Bruxelles con richieste differenti. L’Olanda sollecita un maggiore impegno a favore di Kiev, l’Italia cerca un’intesa per salvaguardare i fondi Ue e Finlandia, Danimarca e Svezia si oppongono a un indebolimento del sistema europeo sulle emissioni. Tajani chiede anche un rappresentante comune per la pace.

Jetten chiede più sostegno all’Ucraina, Tajani propone un portavoce unico europeo per la pace

Più aiuti all’Ucraina e un maggiore impegno da parte dei governi europei. È la richiesta del premier olandese Rob Jetten, che arrivando al Consiglio europeo di Bruxelles ha invitato gli Stati membri a rafforzare il sostegno a Kiev, accusando diversi Paesi di fare ancora troppo poco: “Invito tutti i leader europei a fare di più, sia sul piano finanziario che su quello militare e non militare, perché molti Paesi europei sono indietro nel sostegno all’Ucraina: diamo un’accelerata ai nostri sforzi e assicuriamoci che possano vincere questa guerra insensata”.

Il primo ministro dei Paesi Bassi attribuisce alla Russia la responsabilità della prosecuzione del conflitto e sostiene che l’Ucraina debba continuare a difendersi fino all’avvio di negoziati per una pace duratura: “C’è un solo motivo per cui questa guerra di aggressione continua, ed è perché Putin ha scelto di farlo. È lui l’unico che può porvi fine avviando negoziati per una pace giusta e duratura. E finché non lo farà, gli ucraini dovranno difendersi e difendere i valori europei”.

Sulla necessità di rafforzare il ruolo diplomatico dell’Unione interviene anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani. A margine del prevertice del Partito popolare europeo, il vicepremier ha chiesto che l’Ue individui rapidamente una figura autorizzata a rappresentare tutti gli Stati membri nei negoziati.

Sull’Ucraina, ha dichiarato Tajani, “l’importante è che l’Europa abbia un portavoce abilitato a trattare a nome e per conto dell’intera Unione. Serve che l’Europa, per contare di più, abbia un portavoce di tutti. L’importante è che lo si decida in termini rapidi”.

Il ministro non esclude che l’incarico possa essere affidato al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, ma insiste soprattutto sulla necessità di una scelta condivisa: “Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa è una figura autorevole, può essere lui ma può essere anche un’altra persona. Il problema è che deve essere fatta una scelta condivisa e chi parla deve farlo a nome di tutti. Decidiamolo, possono essere anche un gruppo di Stati”.

Italia, riunione con gli Amici della Coesione per difendere i fondi europei

Mentre Tajani interviene sulla diplomazia europea, l’Italia lavora alle alleanze sul prossimo bilancio pluriennale dell’Ue, relativo al periodo 2028-2034.

A margine del vertice, Roma ospita una colazione di lavoro con i 17 Paesi del gruppo Amici della Coesione, impegnati a definire una posizione comune in vista delle prossime fasi del negoziato. Secondo quanto apprende l’ANSA, l’Italia sta lavorando a una piattaforma condivisa che individui le condizioni considerate indispensabili per raggiungere un accordo sul nuovo bilancio.

Le richieste comprendono il no a ulteriori tagli, la difesa dei finanziamenti destinati alla Politica agricola comune (Pac) e alle politiche di coesione, oltre alla tutela delle regole con cui questi fondi vengono distribuiti e utilizzati. Il gruppo si oppone inoltre ai rebates, i meccanismi di correzione che consentono ad alcuni Stati di ottenere riduzioni del proprio contributo al bilancio europeo, e chiede che le nuove risorse proprie dell’Unione siano definite in modo equilibrato.

Il negoziato sui finanziamenti europei presenta anche differenze tra gli Stati membri per quanto riguarda l’impatto economico delle nuove entrate che Bruxelles potrebbe introdurre.

Bilancio Ue, si riuniscono anche i Paesi frugali

In parallelo all’incontro promosso dall’Italia è prevista una riunione dedicata al bilancio europeo tra Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Svezia, Finlandia e Belgio.

Si tratta del confronto tra i cosiddetti Paesi frugali, tradizionalmente attenti al contenimento della spesa comune. Il Belgio partecipa all’appuntamento, pur non facendo abitualmente parte del gruppo.

I due incontri precedono le fasi decisive della trattativa sul bilancio 2028-2034. Roma punta a presentarsi al negoziato con una posizione condivisa dagli Amici della Coesione, soprattutto sulla tutela delle risorse destinate all’agricoltura e ai territori.

Finlandia, Danimarca e Svezia: “Non indebolire il sistema Ets”

Un’altra richiesta arriva da Finlandia, Danimarca e Svezia, che hanno scritto al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa per difendere il sistema Ets, il mercato europeo delle quote di emissione di CO₂.

I tre governi temono che una revisione capace di indebolire il meccanismo possa danneggiare gli investimenti delle imprese impegnate nella transizione energetica.

Nella lettera, i premier sostengono che l’Ets “è stato il motore principale di questa transizione” e avvertono che qualsiasi “indebolimento minerebbe la prevedibilità da cui dipendono le decisioni di investimento e rischierebbe di rallentare il ritmo della decarbonizzazione industriale”. Secondo i tre Paesi, ridurre l’efficacia del sistema potrebbe inoltre trasferire su altri comparti produttivi una parte maggiore degli obblighi di riduzione delle emissioni. Il rischio, scrivono, “è quello di spostare l’onere delle riduzioni delle emissioni su altri settori dell’economia”.

Ucraina, bilancio europeo e transizione energetica sono quindi al centro di richieste differenti presentate dai governi a Bruxelles. Sui fondi, l’Italia sta cercando una posizione comune con gli Amici della Coesione; sul mercato delle emissioni, i tre premier nordici chiedono invece che la revisione non indebolisca le regole esistenti.

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