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Esteri
Russia-Stati Uniti, scontro non solo sulla Siria. Guerra mondiale vicina?


L'attuale situazione internazionale è preoccupante anche se i media se ne stanno occupando a corrente alternata.
I fatti sono abbastanza noti; dai tempi dell'annessione russa della Crimea sottratta all'Ucraina -di cui però non si dice mai che ci fu un colpo di Stato filooccidentale che depose nel 2014 Viktor Yanukovich, la Russia è sotto sanzioni da parte di Ue ed Usa che, in primis, danneggiano proprio le aziende italiane.
La situazione internazionale è molto pericolosa perché la "nuova Danzica" sembra ormai individuata in Damasco su cui si stanno concentrando le tensioni geo - politiche mondiali con Mosca che utilizzerà basi fisse sul territorio siriano e gli Usa e gli alleati atlantici che sono impegnati nel tentativo di rovesciare Bashar Al- Assad.
La Siria, infatti, anche grazie all'Isis è divenuta l'anello debole della catena mondiale che potrebbe dare origine anche ad un terzo conflitto globale se non si riuscirà a gestire la situazione.
In questo clima di irritazione per i Russi è venuta la notizia dell'impegno Nato in Lettonia (esercitazione Caucaso 2016) per contrastare l'installazione a Kaliningrad (l'ex  Königsberg), enclave di Mosca nel Baltico, dei missili Iskander SS - 26 con gittata di 700 km e quindi in grado di colpire Berlino con testate nucleari, a sua volta in risposta a sistemi anti - missile installati in Polonia e Romania, ufficialmente per contrastare gli Stati medio - orientali, ma che sono ovviamente altro.
L'Italia ha inviato 140 soldati, mirando -nella nostra migliore tradizione- soprattutto a minimizzare e quasi vergognarsi di un'azione che espone inevitabilmente alle ire di Mosca.
Vladimir Putin -che ha annullato un incontro con il presidente francese Hollande- pare così preoccupato da presagire un imminente conflitto con l'Occidente tanto da ordinare una mobilitazione generale della popolazione russa con esercitazioni e scorte di cibo che è sembrata eccessiva anche per i tempi difficili che occorrono mentre l'amministrazione del quartiere Kuzminki nella periferia sud di Mosca ha lanciato una raccolta di fondo per costruire un rifugio anti - atomico.
La situazione è testa non solo ad ovest e a sud ma anche ad est dove la Russia preme sulla Romania dalla Moldavia e sul Mar Nero dal porto militare di Sebastopoli, in Crimea per le possibili testate nucleari trasportate dagli americani (in fuga dalla inaffidabile Turchia, che però è un alleato atlantico) nell'ex Paese comunista alleato nel Patto di Varsavia ed ora passato alla Nato.
http://www.affaritaliani.it/esteri/la-crisi-usa-russia-romania-per-le-testate-atomiche-analizzata-dall-esperto-437243.html
Le prossime elezione in Usa con un Trump filorusso non aiutano a fare chiarezza; certamente si sta assistendo ad una nuova fase storica dei contrasti tra Occidente e Russia che dovrà essere gestita con estrema cautela.

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