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Esteri

I negoziati tra il presidente russo Vladimir Putin, il presidente francese Francois Hollande e il cancelliere tedesco Angela Merkel, con al centro un piano di pace per l'Ucraina, hanno preso il via questa sera a Mosca. Lo ha reso noto un portavoce della presidenza russa, spiegando che "i negoziati sono in formato di 'faccia a faccia', senza la partecipazione dei membri delle delegazioni e degli esperti". Prima di arrivare a Mosca, il presidente francese e il cancelliere tedesco sono stati prudenti circa le possibilita' di convincere Putin ad accettare il piano, il cui contenuto non e' stato reso noto. Prima di lasciare Berlino, Merkel ha dichiarato che l'obiettivo della missione e' trovare una soluzione per difendere "la pace in Europa". Hollande ha aggiunto che lo scopo della sua visita non e' solo un cessate il fuoco, ma un "accordo globale". Nel frattempo vicepresidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha accusato la Russia di "continuare a intensificare il conflitto" e a "ignorare ogni accordo". Giovedi' Hollande e Merkel hanno esaminato la proposta di pace con il presidente ucraino Petro Poroshenko, senza rilasciare alcun dettaglio. Sul sito del presidente dell'Ucraina e' stato riportato che i tre leader hanno parlato di un cessate il fuoco immediato, del ritiro delle armi pesanti e delle attrezzature e della liberazione di tutti gli ostaggi. Mosca ha reso noto di essere pronta per un "dialogo costruttivo", anche se continua a negare qualsiasi ruolo diretto nel conflitto. Un portavoce del Cremlino ha detto che Putin discutera' "la fine il prima possibile della guerra civile nel sud-est dell'Ucraina".

Merkel e Hollande tentano sostanzialmente di rilanciare il piano di Minsk, l'accordo stretto nel settembre del 2014 ma che non ha mai trovato una sostanziale applicazione. Il sostanziale cessate il fuoco si dovrebbe accompagnare a un riordino geografico e giuridico della regione: verrebbe immediatamente ripristinata l'integrita' territoriale dell'Ucraina. Le due autoproclamate repubbliche filorusse (Donesk e Lugansk) verrebbero azzerate ma con maggiore autonomia, anche rispetto al testo disegnato a Minsk. Il tentativo e' appoggiato dall'Unione europea ma non puo' contare sul sostegno completo degli Stati Uniti. La Casa Bianca valuta con maggiore diffidenza la posizione del Cremlino e difende il diritto degli ucraini a difendere il proprio territorio. E in seno all'amministrazione Obama si continua a discutere della possibilita' di fornire armi ai combattenti filogovernativi. Uno scenario che ben spiega l'attesa che si sta creando per l'incontro previsto nella giornata di sabato tra il segretario di Stato Usa John Kerry e il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov. Sullo sfondo, le parole dell'ex segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen che, intervistato dal "Daily Telegraph", ha parlato di "una alta possibilita' che voglia intervenire nei paesi baltici per testare l'articolo 5 della Nato", quello che sancisce la solidarieta' tra i membri per la sicurezza comune.

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