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Scholz: “Ucraina? La guerra finirà quando deciderà Putin. Afd? Bisogna tenerla lontana dal potere”

Dalla guerra in Ucraina alla politica interna fino alla crisi francese: le parole dell’ex cancelliere tedesco

Scholz: “Ucraina? La guerra finirà quando deciderà Putin. Afd? Bisogna tenerla lontana dal potere”
Olaf Scholz

I partiti socialdemocratici “devono ricostruire una nuova solidarietà nella società. Non è soltanto una questione di Stato sociale: ma di rispetto“. Lo sostiene in una intervista al Corriere della Sera Olaf Scholz, l’ex cancelliere tedesco. Per Scholz ci sono poi altre due sfide che deve sostenere la socialdemocrazia. Una è la la globalizzazione. “Ha prodotto – dice – un’enorme crescita economica in tutto il mondo. Ma oggi più del 50% della produzione industriale mondiale avviene nel Sud globale. Questo genera incertezza sul futuro. Dobbiamo dimostrare che l’ascesa degli uni non comporta necessariamente il declino degli altri. E che anche da noi, nei Paesi del Nord, continueranno a esserci posti di lavoro ben retribuiti”.

Altro problema è poi quello di “ritrovare la fiducia nel futuro. Perché la convinzione che le cose possano migliorare è indispensabile per qualsiasi politica progressista”. Per riuscire a risolvere questi problemi serve “accelerare le nostre capacità di crescita. E recuperare una mentalità da ingegneri. Se in altri Paesi in vent’anni si co- struisce un intero sistema ferroviario e da noi occorrono vent’anni solo per progettare una linea regionale, siamo noi a sbagliare. E questo toglie la fiducia nel futuro”.

Parlando poi del tema della casa il penultimo capo del governo tedesco sostiene che ci sono “due verità”. La prima ‘è che deve diventare molto più semplice e rapido autorizzare nuove abitazioni. Sono favorevole alla possibilità di far ricorso in tribunale. Ma non si può permettere che un nuovo quartiere venga bloccato per 20 o 30 anni da controversie giudiziarie”. L’altra è che “senza finanziamenti pubblici non sarà possibile costruire case a prezzi accessibili. Nelle città grandi e medie della Germania, negli ultimi cento anni, circa la metà delle abitazioni è stata realizzata grazie a sostegni pubblici’. Considerando poi l’Afd Scholz ritiene che “la Brandmauer (isolamento della destra radicale ndr) è giusta e necessaria”. Ma che non serve “a mantenere l’AfD su percentuali basse. Questo si può ottenere solo attraverso il confronto politico sul futuro del Paese. La Brandmauer serve invece a tenere l’AfD lontana dal potere. Finora su questo i partiti democratici tedeschi erano concordi”.

E alla domanda su qual è il vero pericolo rappresentato dall’AfD, l’ex cancelliere è netto: “Bisogna essere chiari. Se l’AfD sostiene posizioni che venti o trent’anni fa erano difese anche dai conservatori, questo non è un motivo per erigere una Brandmauer, ma per affrontare uno scontro politico. Il problema e che il suo orientamento politico è antipluralista. Parlano continuamente di un ‘noi’ che non comprende tutti i cittadini. Un’idea antipluralista che divide la nazione tra i suoi ‘veri appartenenti’ e tutti gli altri”. Sulla messa al bando dell’AfD chiarisce “È importante che le questioni dalle quali dipendono le possibilità di intervento dello Stato siano prima esaminate dai tribunali. Garantisce una maggiore certezza”. Alla domanda se guarda al governo italiano guidato da Giorgia Meloni con scetticismo o pragmatismo, l’ex cancelliere tedesco evidenzia che “gli Stati europei devono collaborare. Chi ha esperienza sa che arrivano di continuo al potere nuovi governi. Ma gli Stati devono sviluppare rapporti di buon vicinato in una prospettiva di lungo periodo”.

Spostando l’occhio in sulla crisi francese, sulla possibilità che possa vivere una situazione come quella di Grecia e Italia 15 anni fa, Scholz è netto: “non credo che la Francia si trovi in una situazione del genere. Con il Meccanismo europeo di stabilità abbiamo creato le condizioni per garantire la stabilità dei Paesi europei“. Della guerra in Ucraina sostiene poi che finirà “quando la Russia deciderà di fermarla. E allora il presidente russo non avrà raggiunto neppure uno dei suoi obiettivi. Voleva impedire all’Ucraina di avere armi a lungo raggio: ora le ha sviluppate in autonomia. Voleva smilitarizzarla: oggi ha un esercito di quasi un milione di soldati e ne manterrà uno grande anche in tempo di pace. Voleva un governo dipendente da Mosca: invece l’Ucraina si avvicina alla Ue. E davvero arrivato il momento che ponga fine alla sua guerra di aggressione”. “Questa guerra – conclude – non ha senso neppure dal punto di vista russo. Putin deve sapere che alla fine non esiste altra strada che arrivare a un’intesa“. L’intervista si chiude con una riflessione sui potenti della Silicon Valley e sulla capacità degli Stati di contrastarli. “L’innovazione economica – sono le parole di Scholz- non deve mai sfociare nella creazione di monopoli. E non deve conquistare potere politico”.

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