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Siria: il terzo fronte della guerra

Nonostante l’accordo raggiunto a Ginevra sulle armi chimiche abbia allontanato, almeno per il momento, l’ipotesi di un intervento militare internazionale in Siria, la guerra tra ribelli e truppe regolari continua. E un nuovo fronte si sta rapidamente creando, questa volta fra i diversi gruppi anti-Assad. Le tensioni tra fondamentalisti e laici, che da sempre hanno caratterizzato l’opposizione siriana, sono state infatti esacerbate dalla proposta di intervento americano criticata dai primi e auspicata dai secondi.

Le frizioni, anche violente, tra i due gruppi sono ormai all’ordine del giorno. L’ultima in ordine di tempo è la conquista da parte dei combattenti del Fronte per uno Stato Islamico in Iraq e Siria (ISIS) della città di Azaz nel nord della Siria al confine con la Turchia. La cittadina, che costituisce uno snodo fondamentale in quanto si trova sulla principale arteria di comunicazione tra il confine e la città di Aleppo, è stata rapidamente trasformata in una sorta di fortino da parte dei qaedisti che vi hanno posizionato cecchini sui tetti, istallato posti di controllo e imposto il coprifuoco alla popolazione locale.

L’offensiva riflette la crescente forza e autonomia dei combattenti jihadisti tra le fila dei ribelli attivi in Siria. Secondo un recente studio di IHS circa la metà dei ribelli in Siria sono affiliati a gruppi islamici fondamentalisti, molti di questi stranieri, e nella lotta che li oppone alle forze laiche e moderate sembrano ritrovarsi in una posizione di supremazia.

Dal sito dell’Ispi