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Crescono i consensi internazionali al piano russo per mettere sotto controllo gli arsenali chimici in Siria, scongiurando l'intervento militare Usa. Tra tante dichiarazioni di sostegno, e' arrivato anche il definitivo si' di Damasco, che il ministro degli Esteri, Walid Muallem, avrebbe espresso in un colloquio a Mosca con il presidente della Duma, Serghei Narishkin. Lunedi' sera "abbiamo dato l'assenso all'iniziativa russa perche' rimuove le ragioni di un'aggressione americana", sarebbero state le parole di Muallem.

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che er primo aveva lanciato la proposta, ha fatto sapere che Mosca avviato colloqui con il governo siriano e intende preentare "presto" un "piano concreto" per la consegna dell'arsenale chimico sotto il controllo dei siriani. "Stiamo lavorando alla preparazione di un piano percorribile, preciso e concreto", ha spiegato Lavrov, "e dopo saremo pronti a lavorarci con il segretario generale dell'Onu, l'Organizzazione per la proibizione della armi chimiche e con la partecipazione di membri del Consiglio di sicurezza dell'Onu".

 

La proposta russa affinche' la Siria consegni alla comunita' internazionale il proprio arsenale chimico ha sparigliato le carte a Washington. Un consigliere della Casa Bianca ha informato i deputati democratici che la diplomazia, piuttosto che un'azione militare, e' ora la priorita' sulla Siria ora. Lo ha riferito un membro della House of Representatives.

La proposta russa ha incassato l'apertura, seppur cauta, di Barack Obama, l'incoraggiamento dell'Ue, il pieno sostegno di Cina, Iran e Lega Araba. La Francia, che era pronta a unirsi agli Usa per un attacco in Siria, ha annunciato che presentera' oggi stesso al Consiglio di sicurezza dell'Onu una bozza di risoluzione per un programma per il controllo internazionale dell'arsenale di armi chimiche di Bashar al-Assad. Il ministro degli Esteri, Laurent Fabius, ha spiegato che Parigi non accetta "trappole o diversivi" e per questo chiedera' "una completa ispezione di tutte le strutture siriane utilizzate per lo stoccaggio di armi chimiche". Il testo prevedera' conseguenze "estremamente gravi" in caso di inadempienza del regime, con riferimento al Capitolo 7 sull'uso della forza.

Il ministro degli Esteri britannico, William Hague, ha assicurato che Londra sosterra' una risoluzione "credibile" sulla consegna delle armi chimiche da parte della Siria, a patto che contenga un riferimento all'uso della forza.

Intanto Domenico Quirico, l'inviato della Stampa appena rientrato nella sua casa di Govone dopo cinque mesi di sequestro in Siria, ha detto di non credere che gli Usa "arrivino davvero a bombardare la Siria". "Fare un'azione di questo tipo, che di fatto aiuta l'arcipelago della Jihad internazionale, sarebbe davvero un grave errore", ha dichiarato in un'intervista a Sky.

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