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Siria pericolosa, l’Onu evacua i diplomatici

L’Onu evacuera’ meta’ del suo staff straniero presente in Siria, che attualmente ammonta a un centinaio di unita’. Lo hanno reso noto fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro, spiegando che la decisione e’ legata ai crescenti rischi per la sicurezza dovuti all’intensificazione dei combattimenti. Nell’ambito di questo ridimensionamento, sara’ chiuso l’ufficio a Damasco dell’inviato delle Nazioni Unite, Lakhdar Brahimi, il cui staff sara’ trasferito al Cairo o in Libano.

SIRIA: OPPOSIZIONE OCCUPA SEGGIO DAMASCO SU INVITO EMIRO QATAR – L’opposizione siriana ha occuparo il seggio spettante a Damasco al vertice della Lega araba, a Doha. Su invito dell’emiro del Qatar, sceicco Hamad bin Khalifa al-Thani, subito dopo la formale apertura dei lavori, la delegazione della Coalizione Nazionale Siriana, principale cartello delle forze di opposizione, ha occupato il seggio che era vacante dal novembre 2011 in seguito all’espulsione del regime di Bashar al-Assad. A prendervi posto e’ stato Ahmed Moaz al-Khatib, presidente dimissionario della Coalizione, che aveva comunque accettato d’intervenire al summit e di parlare a nome dell’alleanza. Accanto a Khatib il neo-premier in esilio Ghassan Hitto, designato nella riunione d’Istanbul del 18 marzo ma non riconosciuto dai disertori del Libero Esercito Siriano. Al posto della bandiera ufficiale della Siria, un tricolore rosso-bianco-nero con al centro due stelle verdi, e’ stato issato il vessillo degli insorti, verde, bianco e nero sormontato da tre stelle rosse. “Vi chiedo il permesso d’invitare i signori Ahmed Moaz al-Khatib e Ghassan Hitto a occupare il seggio della Siria in questo consesso”, sono state le parole del sovrano qatariota, rivoltosi ai leader degli altri venti Stati membri. Questi hanno accolto con applausi scroscianti l’ingresso nella sala dei due rappresentanti dell’opposizione siriana. Assenti per ragioni di salute soltanto re Abdullah dell’Arabia Saudita, lo sceicco Khalifa bin Zayed al-Nahyan, presidente della Federazione degli Emirati Arabi Uniti, l’algerino Abdelaziz Bouteflika e l’iracheno Jalal Talabani. In loro vece i rispettivi primi ministri.