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Esteri
Siria, tregua dopo 5 anni. Ma le Ong: "Ankara bombarda i curdi"

Regna la calma nelle regioni della Siria controllate dai ribelli e dal regime, dopo l'entrata in vigore alla mezzanotte del cessate il fuoco promosso da Washington e Mosca, e appoggiato dalle Nazioni Unite. Alla mezzanotte in punto (le 23 in Italia), le armi si sono silenziate e qualcuno ha cominciato a circolare nelle strade per approfittare di questo momento eccezionale di calma. E intanto a New York il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto il rispetto della tregua e ha annunciato un nuovo round di negoziati di pace tra il governo e l'opposizione per il prossimo 7 marzo.

Dopo una giornata di intenso martellamento dell'aviazione russa, allo scoccare della mezzanotte, le armi si sono fermate in tutta la periferia della capitale e piu' a nord, nella citta' di Aleppo, ormai devastata. L'Osservatorio Siriano per i Diritti uMani ha aggiunto che era tranquillo anche il nord della provincia di Latakia e le province centrali di Homs ed Hama. L'inviato speciale dell'Onu, Staffan de Mistura, ha annunciato che i colloqui di pace riprenderanno il 7 marzo se l'accordo tiene e se saranno consegnati gli aiuti umanitari (un punto fondamentale nei negoziati di pace). Gli scontri sembrano essersi "placati", ha detto il diplomatico italo-svedese, incontrando la stampa poco dopo la mezzanotte. "La cosa importante -ha aggiunto- e' che (eventuali) incidenti (che interrompano il cessate-il-fuoco) vengano riportati immediatamente sotto controllo e contenuti". "In tutte le tregue che ho visto in qualunque tipo di conflitto -ha spiegato, collegato via conferenza da Ginevra con l'Onu- c'e' una grande probabilita' di difficolta', create da aggiustamenti, tensioni e incidenti. Secondo l'Osservatorio l'aviazione russa, alleata del regime di Bashar al Assad, non ha compiuto alcuna incursione dalla mezzanotte; ci sono stati pero' alcuni scontri intermittenti tra le forze lealiste e i jihadisti dell'Isis e del Fronte al-Nusra. I jihadisti si sono scontrati anche contro le forze curde nella provincia di Raqqa. De Mistura ha detto che si indaghera' sull'accaduto. La tregua, appoggiata dal una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu varata nella notte, e' la prima in cinque ani di sanguinosa guerra civile che ha fatto almeno 270mila morti e cerca di favorire una soluzione politica alla guerra. La risoluzione e' stata approvata meno di un'ora prima dell'inizio del cessate-il-fuoco, con un voto all'unanimita' dopo discussioni e trattative fino all'ultimo minuto tra Usa e Russia. Il testo da' il benvenuto agli impegni delle parti per fermare la violenza e sottolinea la necessita' che tutti consentano la consegna immediata degli aiuti umanitari a tutta la popolazione, compresa quella che si trova nelle aree assediate. La tregua e' stata accettata da 97 gruppi armati e dal governo di Damasco ed esclude esplicitamente le organizzazioni terroristiche, Isis e Fronte al-Nusra. De Mistura ha spiegato che una speciale task-force dell'Onu si incontrera' oggi a Ginevra per monitorare il cessate il fuoco. Gli Usa e la Russia si occuperanno, con l'aiuto dell'Onu, di vigilare sul rispetto della tregua e della gestione dei problemi che potranno sorgere: per questo sono stati creati centri di raccolta dati a Mosca, Washington, Latakia (in siria) e Amman, che raccoglieranno informazioni su eventuali violazioni.

Ma l'Osservatorio siriano per i diritti umani denuncia la violazione del cessate il fuoco da parte della Turchia. Secondo l'ong con sede a Londra, l'artiglieria turca ha nuovamente bombardato le milizie curdo-siriane dell'Ypg che nella provincia di Raqqa combattono lo Stato Islamico, in una zona prossima al confine con Ankara e dove, prima di mezzanotte e dell'entrata in vigore della tregua, miliziani dell'Is hanno assaltato la città di Tal Abyad, dal luglio scorso controllata dall'Ypg. L'offensiva dell'Is, annunciata da un ufficiale della ribellione siriana, è stata confermata tanto dall'Osservatorio siriano quanto dall'agenzia Aamaq, affiliata all'Is. I combattimenti sarebbero ancora in corso.

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