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Software e legami con Mosca, bufera su Oxygen Forensics

L’azienda americana è accusata dagli Usa di essere controllata dalla Russia. I suoi software compaiono in progetti Ue

Software e legami con Mosca, bufera su Oxygen Forensics
Cropped photo of young concentrated man using laptop computer and phone at home indoors at night.

Oxygen Forensics, l’ombra russa sui software usati dalla polizia europea

È finita sotto accusa negli Stati Uniti per i suoi presunti legami con la Russia, ma nel frattempo ha preso parte a iniziative sostenute dall’Ue e fornito i propri strumenti alle forze dell’ordine europee. È la vicenda di Oxygen Forensics, società americana con sede formale in Virginia specializzata nell’estrazione di dati. A ricostruirla è Politico, sulla base di documenti esaminati dalla testata. La scorsa settimana il Dipartimento di Giustizia statunitense ha contestato all’azienda di aver occultato la propria effettiva proprietà e gestione russa. Oxygen produce e commercializza software avanzati capaci di acquisire e analizzare dati da smartphone e computer, attività conosciuta come ‘informatica forense’. Dagli atti pubblici analizzati da Politico emerge che Oxygen è stata impiegata in almeno due programmi finanziati dall’Ue, finalizzati a potenziare le procedure per acquisire, trattare e condividere le prove digitali nelle inchieste penali. Il primo è Evidence, che tra il 2014 e il 2016 ha ottenuto più di 1,9 milioni di euro dall’Ue; il secondo è Inspectr, sostenuto attraverso Horizon 2020, il programma europeo dedicato a ricerca e innovazione.

Politico sottolinea che entrambi i progetti erano partiti molto prima dell’invasione russa dell’Ucraina del febbraio 2022 e delle successive misure restrittive europee. Tuttavia, Inspectr ha proseguito le proprie attività fino al 2023 e Oxygen compare ancora sui portali online di entrambe le iniziative. Nel suo sito, oggi non più disponibile, Oxygen Forensics aveva inoltre inserito la Commissione europea tra i propri clienti. Un portavoce dell’esecutivo Ue ha precisato che la società non apparteneva a nessuno dei due consorzi e non ha quindi ottenuto finanziamenti comunitari attraverso tali progetti. Ha inoltre ricordato che le iniziative finanziate dall’Ue rispettano stringenti requisiti di accesso e principi etici e che, “dall’inizio della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, le entità con sede in Russia non possono partecipare in alcun modo ai progetti di Horizon Europe”.

Per il Dipartimento di Giustizia americano, il software della società sarebbe stato realizzato e amministrato da un gruppo operativo in Russia, coordinato dal cittadino russo Oleg Sergeyevich Davydov. L’accusa sostiene che, dopo le sanzioni statunitensi contro Mosca nel 2022, i proprietari russi di Oxygen abbiano nascosto sia la titolaFrità dell’impresa sia la prosecuzione dello sviluppo dei suoi programmi in Russia. I cinque cittadini russi alla guida di Oxygen controllavano inoltre la consociata MKO Systems, che commercializzava la medesima tecnologia di base all’FSB e al ministero dell’Interno russo. Tra i clienti dichiarati figurano anche importanti organismi di polizia europei.

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