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Spagna, la corsa al governo passa dagli affitti. L’esperta: “Così Sánchez prova a fermare PP e Vox”

La professoressa Anna Bosco spiega ad Affaritaliani quanto la crisi abitativa possa pesare sul voto e perché il rapporto tra popolari e Vox sarà decisivo per il prossimo governo

Spagna, la corsa al governo passa dagli affitti. L’esperta: “Così Sánchez prova a fermare PP e Vox”
Pedro Sanchez

Spagna al voto, Sánchez sfida PP e Vox. Bosco: “Sarà una campagna molto polarizzata”

Mentre Pedro Sánchez e le opposizioni si preparano alla prova delle urne, la Spagna arriva al voto del 29 novembre con una maggioranza frammentata e un paese attraversato da profonde tensioni sociali. Da una parte il premier socialista punta sul tema della casa e della tutela sociale per rilanciare la propria narrazione elettorale, dall’altra il Partito Popolare e Vox spingono sui sondaggi favorevoli per tentare una svolta a destra alla guida del paese.

Ma dietro la scelta di sciogliere le Cortes si gioca una partita politica molto più ampia: quella per il controllo della dinamica parlamentare e l’egemonia nell’agenda pubblica. La crisi abitativa è davvero la sola ragione che ha spinto Sánchez alle urne o c’è una precisa strategia per spostare il dibattito da temi più favorevoli alla destra? Quale impatto avrà la protesta trasversale sui costi degli affitti? E la destra riuscirà ad arrivare al governo?

A fare il punto è Anna Bosco, Professoressa Associata di Scienza politica presso l’Università degli Studi di Firenze, che ad Affaritaliani analizza gli equilibri in vista del voto del 29 novembre e le possibili conseguenze della crisi abitativa sulla campagna elettorale. 

Sanchez ha deciso di sciogliere le Cortes dopo la bocciatura delle misure sulla casa. Quanto pesa davvero la crisi abitativa nella sua scelta e quanto, invece, c’è una valutazione più ampia sui rapporti di forza ormai difficili da gestire in Parlamento?

Sánchez non è un politico che si arrenda facilmente. Secondo me ha colto l’occasione offerta da un tema importante intorno a cui costruire una forte narrazione elettorale. La casa (vivienda) è una preoccupazione centrale per gli elettori spagnoli ormai da anni; inoltre è un tema trasversale, che attraversa diversi settori sociali e fasce d’età.

Non dimentichiamo che lo sfratto di Maricarmen, l’87enne invalida che pagava regolarmente l’affitto, e la mobilitazione popolare che è seguita hanno spostato l’attenzione dalla vicenda di Ceuta, connessa all’immigrazione, molto più favorevole alla destra.

I sondaggi danno il Partito Popolare davanti ai socialisti e Vox in forte crescita. Il voto del 29 novembre può segnare una svolta a destra per la Spagna o Sanchez ha ancora margini per recuperare?

E’ troppo presto per dirlo. Una delle chiavi dell’elezione sarà la relazione tra il PP e Vox. Il PP da solo non è in grado di governare, ma alleandosi tout court a Vox rischia di spaventare una parte dei suoi elettori. Bisogna poi vedere quanto il PSOE riuscirà a mobilitare il proprio elettorato e quello di sinistra in generale usando il tema della casa ed il timore di Vox nell’esecutivo. Di sicuro avremo una campagna molto polarizzata. 

La protesta degli under 30 per il caro-affitti potrebbe diventare il vero tema della campagna elettorale. Quanto può incidere una mobilitazione generazionale così forte sull’esito del voto e sulle strategie dei partiti?

Non ci sono solo gli under 30. Gli studi di opinione – come quello pubblicato da 40dB su El País del 2 ottobre mostrano la natura trasversale del tema. E’ quindi possibile che sarà uno degli assi della campagna elettorale, specialmente se le acampadas nelle piazze dovessero perdurare a lungo. Nel 2011 durarono da maggio a luglio (ma era estate).

Se il centrodestra dovesse ottenere una maggioranza, quale governo potrebbe nascere e che ruolo avrebbe Vox? E quanto sarebbe determinante, invece, il risultato di Junts e degli altri partiti regionalisti?

Al momento, sondaggi alla mano, l’unica ipotesi che avrebbe i seggi per una maggioranza assoluta è un’alleanza tra i popolari e Vox. Tuttavia, spostandosi così tanto a destra, il PP perderebbe quote di consenso verso il centro. I partiti regionali e nazionalisti manterranno un ruolo centrale.

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