Tre Palloni d’Oro, quattro Champions League e 38 trofei con il Barcellona. In mezzo, la morte del padre, un gravissimo infortunio al ginocchio e una lunga riabilitazione per tornare ai massimi livelli. Alexia Putellas è di nuovo sul tetto del calcio femminile e lo ha fatto dopo aver lasciato il club della sua vita. Dagli inizi a Mollet del Vallès alla nuova avventura a Londra, la storia della campionessa spagnola.
Dai cento euro del primo stipendio al terzo Pallone d’Oro: la storia di Alexia Putellas
Cento euro. Più o meno. È quanto Alexia Putellas ricorda di aver guadagnato con il suo primo stipendio da calciatrice, ai tempi dell’Espanyol. Li dava a suo padre Jaume, che ogni giorno la accompagnava agli allenamenti e doveva pagare benzina e pedaggi per raggiungere il centro sportivo. Qualche anno dopo, quella ragazzina avrebbe vinto due Palloni d’Oro consecutivi, sarebbe diventata il simbolo del Barcellona femminile e avrebbe contribuito a cambiare il calcio spagnolo.
Adesso Alexia Putellas ha conquistato il Pallone d’Oro 2026, il terzo della carriera, raggiungendo Aitana Bonmatí, vincitrice delle tre edizioni precedenti. A 32 anni, dopo un’altra stagione straordinaria e una scelta che nessuno avrebbe immaginato fino a poco tempo fa.
È stata premiata a Londra, la città nella quale si è trasferita per giocare con le London City Lionesses. Curioso, per una calciatrice che sembrava destinata a indossare la maglia del Barcellona per tutta la vita.
La chiamano La Reina.
Alexia Putellas, la bambina di Mollet che voleva giocare soltanto nel Barcellona
Alexia Putellas Segura nasce il 4 febbraio 1994 a Mollet del Vallès, a pochi chilometri da Barcellona. Cresce in una famiglia blaugrana, di quelle per cui il calcio è un appuntamento fisso. Il padre Jaume la porta allo stadio e alimenta una passione che comincia prestissimo.
A sei anni entra per la prima volta al Camp Nou, a sette comincia a giocare nel Sabadell. Spesso si confronta con ragazzine più grandi, ma la differenza d’età non sembra preoccuparla particolarmente. Gioca a scuola, nei parchi, ovunque ci sia un pallone. La sua insegnante di educazione fisica ricorderà che già allora amava organizzare le squadre e distribuire i ruoli ai compagni.
Passa anche nel settore giovanile del Barcellona, ma una riorganizzazione del vivaio la costringe a cambiare società. Approda così all’Espanyol, proprio il club rivale della squadra che ha sempre tifato. A sedici anni debutta tra le grandi, poi si trasferisce al Levante, dove segna quindici gol nella stagione 2011/12. Il Barcellona torna a cercarla. Questa volta per la prima squadra. Ma proprio mentre la sua carriera sta per decollare, Alexia perde suo padre Jaume, la persona che più di tutte aveva sostenuto la sua passione.
Ha diciotto anni e sta preparando gli Europei Under 19 con la Spagna. Dopo il lutto pensa anche di allontanarsi dal calcio. L’allenatore Xavi Llorens la incontra vicino a casa per convincerla a trasferirsi al Barça. Alla fine accetta. È il 2012. Alexia vestirà quella maglia per quattordici stagioni. Il padre non potrà vederla alzare una Champions League o ricevere un Pallone d’Oro. Lei continuerà a ricordarlo, spesso indicando il cielo dopo un gol.
Alexia Putellas, che giocatrice è? Un numero dieci che segna come un’attaccante
Alexia Putellas è una numero dieci che sa segnare con la continuità di un’attaccante. E spesso le piace costruire un’azione prima di entrare nell’area avversaria. Centrocampista offensiva, mezzala, trequartista. Chiamatela come volete. Putellas è una di quelle giocatrici che, quando ricevono il pallone, sanno già dove saranno le compagne.
Il suo sinistro è preciso, capace di trovare corridoi in spazi chiusi. Sa giocare tra le linee, mettere una compagna davanti alla porta e arrivare a concludere l’azione che aveva iniziato trenta metri prima. Non ha bisogno di correre più veloce delle avversarie: le basta scegliere il momento giusto per il passaggio. Nel Barcellona che ha dominato l’Europa è stata per anni il riferimento tecnico della manovra. Decide quando accelerare, quando aspettare, quando cambiare lato. E se le concedi spazio al limite dell’area, può anche tirare.
Perché segna parecchio. Ma giudicarla soltanto dai gol sarebbe riduttivo.
Dal primo Pallone d’Oro al crociato rotto: quando Alexia ha pensato di smettere
La consacrazione arriva nel 2021. Il Barcellona conquista la prima Champions League femminile della sua storia battendo il Chelsea 4-0 in finale. Putellas segna su rigore e, al termine della stagione, conquista il suo primo Pallone d’Oro. Nel 2022 arriva anche il secondo consecutivo. Ma proprio nell’estate di quell’anno, pochi giorni prima dell’Europeo con la Spagna, si rompe il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro durante un allenamento con la nazionale.
Operazione, riabilitazione, mesi lontana dal campo. Il secondo Pallone d’Oro le viene consegnato mentre sta ancora recuperando dall’infortunio. Alexia racconterà in seguito di aver persino pensato di smettere di giocare. Rientra nell’aprile 2023, ma ritrovare la condizione è complicato. Il Barcellona continua a vincere, la Spagna conquista il Mondiale e Aitana Bonmatí diventa la nuova protagonista dei Palloni d’Oro. Putellas partecipa al trionfo mondiale, pur avendo un ruolo più limitato rispetto a quello che avrebbe avuto prima dell’infortunio.
Nel 2024 arriva però una delle immagini più belle della sua carriera. Nella finale di Champions League contro il Lione entra nel finale e segna il gol del 2-0, chiudendo la partita e consegnando al Barcellona un altro titolo europeo.
Non è ancora tornata a vincere il Pallone d’Oro. Ma è tornata a decidere una finale.
Quattro Champions, 38 trofei e 232 gol: i numeri di Putellas al Barcellona
Quando lascia il Barcellona, Alexia Putellas ha trascorso quattordici stagioni nella prima squadra e costruito un palmarès che pochissime calciatrici possono avvicinare.
I numeri con il Barça:
- 508 presenze ufficiali
- 232 gol
- 38 trofei complessivi
- 4 Women’s Champions League
- 10 campionati spagnoli
- 10 Coppe della Regina
- 6 Supercoppe di Spagna
- 8 Coppe di Catalogna
Quando Alexia arriva al Barcellona, il calcio femminile del club non è ancora la potenza internazionale che conosciamo. La sezione diventa professionistica soltanto nel 2015. Putellas cresce mentre cresce la squadra, attraversa le prime delusioni europee e contribuisce alla conquista della Champions del 2021. Alla fine ne solleva quattro. Partecipa anche alla trasformazione del calcio femminile in uno spettacolo capace di riempire i grandi stadi. Nel 2022 segna al Camp Nou durante il quarto di finale di Champions contro il Real Madrid, davanti a oltre 91mila spettatori. Anni prima giocava nei parchi di Mollet. Adesso decine di migliaia di persone riempiono uno degli stadi più famosi del mondo per vederla giocare.
Pallone d’Oro 2026, la stagione del ritorno: 26 gol, 15 assist e quattro trofei
La stagione 2025/26 è quella del ritorno al vertice. Il Barcellona conquista campionato spagnolo, Coppa della Regina, Supercoppa di Spagna e Champions League. Putellas torna a essere una delle protagoniste assolute. Nel periodo preso in esame per il Pallone d’Oro la centrocampista spagnola colleziona 53 partite, 26 gol e 15 assist tra club e nazionale.
Le statistiche nella stagione 2025/26:
- 53 partite
- 26 gol
- 15 assist
- 41 partecipazioni dirette al gol
- 7 gol e 7 assist in Women’s Champions League
- 4 trofei con il Barcellona
In Europa è una delle calciatrici più determinanti della competizione. UEFA la premia come miglior giocatrice della stagione, riconoscendo il suo contributo al quarto successo continentale delle blaugrana. Nella finale contro l’OL Lyonnes, il Barcellona vince 4-0. È la quarta Champions League di Putellas, l’ultima con la maglia del club della sua infanzia.
A 32 anni, dopo un infortunio che aveva messo in discussione il prosieguo della sua carriera ai massimi livelli, Alexia torna sul gradino più alto del podio individuale. E intanto prende una decisione che sorprende tutti.
Alexia Putellas lascia il Barcellona per le London City Lionesses: perché ripartire da Londra?
Nell’estate 2026 Alexia Putellas saluta il Barcellona dopo quattordici anni. Sceglie le London City Lionesses, un club inglese giovane, indipendente e con un progetto ambizioso. Il trasferimento arriva a parametro zero. Putellas firma un contratto triennale, fino al 2029, e viene presentata a New York insieme alla proprietaria Michele Kang, imprenditrice che investe nel calcio femminile attraverso un modello sportivo specifico. Le London City Lionesses sono un club autonomo. Dopo la promozione in Women’s Super League nel 2025, hanno chiuso al sesto posto la prima stagione nella massima categoria inglese.
È qui che Alexia decide di ricominciare. Avrebbe potuto rimanere a Barcellona e continuare a giocare per i titoli più importanti con una squadra già fortissima. Invece accetta la sfida di aiutare una società ancora lontana dai vertici a diventare competitiva. Putellas ha spiegato di essere stata conquistata dall’ambizione del progetto e dalla possibilità di contribuire alla crescita di una società interamente dedicata al calcio femminile. A 32 anni, dopo aver vinto tutto, sceglie di rimettersi in gioco.
Alexia Putellas: il numero undici e la sua battaglia per il calcio femminile
La Reina ha portato con sé anche il numero undici, indossato per anni al Barcellona e scelto nuovamente a Londra. Fuori dal campo si è battuta per maggiori opportunità e migliori condizioni nel calcio femminile. Dopo il Mondiale 2023 ha sostenuto Jenni Hermoso, chiedendo cambiamenti ai vertici della Federcalcio spagnola. Oggi è una delle calciatrici più conosciute al mondo, protagonista di un movimento che negli ultimi anni ha conquistato pubblico e visibilità.
Alexia Putellas ha conquistato il terzo Pallone d’Oro, raggiungendo Aitana Bonmatí. Ha vinto tutto con il club che tifava da bambina, ha superato un infortunio che avrebbe potuto interromperne la carriera e adesso vuole vincere con una squadra che sta ancora costruendo la propria storia.
La Reina non ha ancora intenzione di abdicare.
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