Canarie, viaggio della speranza finisce in tragedia: 83 morti o dispersi, anche un neonato
Un viaggio durato quasi un mese si è trasformato in una nuova tragedia sulla rotta migratoria verso le Canarie. Sono 83 le persone morte o disperse, tra cui un neonato e tre donne, che avrebbero viaggiato a bordo dell’imbarcazione soccorsa all’alba del 3 settembre nelle acque al largo di Gran Canaria.
Secondo le informazioni del Salvataggio Marittimo e della Ong Caminando Fronteras, riportate anche dall’agenzia Efe, il caicco era partito 27 giorni prima con 128 persone a bordo. La tragedia arriva mentre resta alta la tensione sul fronte migratorio, dopo l’arrivo di migliaia di persone a Ceuta alla fine di luglio.
Il barcone è stato avvistato nella serata del 2 settembre a circa 120 chilometri a sud-est di Gran Canaria. Una motovedetta del Salvataggio Marittimo lo ha raggiunto poco dopo le 23, riuscendo a mettere in salvo 44 uomini di origine subsahariana. A bordo sono stati individuati anche cinque cadaveri, che non è stato possibile recuperare a causa delle difficili condizioni del mare, con vento fino a 20 nodi e onde alte 2,5 metri.
Tre dei sopravvissuti, in condizioni gravi, sono stati trasportati in elicottero all’ospedale universitario Doctor Negrin di Gran Canaria. Gli altri 41 sono invece arrivati al porto di Arguineguin, dove sono stati assistiti dal personale sanitario e dai volontari della Croce Rossa.
Un portavoce di Caminando Fronteras ha riferito che la Guardia Civil avrebbe verificato la corrispondenza tra le iscrizioni presenti sullo scafo e quelle dell’imbarcazione partita il 7 agosto con 128 persone, tra cui quattro donne e un neonato.


