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Ucraina/ “Berlusconi chiami Putin. Considerare le ragioni di Mosca”

Ucraina/ “Berlusconi chiami Putin. Considerare le ragioni di Mosca”
putin berlusconi
Il ruolo del Cavaliere amico di Putin. Gli interessi dell’Europa. La posizione della Germania. La “lontananza” di Washington. Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Ue, intervistato da Affaritaliani.it, dà una lettura diversa della crisi Ucraina-Russia
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Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


L’INTERVISTA


Che cosa può fare l’Unione europea nella crisi Russia-Ucraina?

“L’Europa può giocare il ruolo di grande mediatrice in questa vicenda, tutelando certo l’integrità territoriale dell’Ucraina ma anche dialogando con Mosca. Non si puà assolutamente trovare una soluzione se non c’è un accordo con la Russia, quindi il dialogo con Putin va perseguito e coltivato”.

Come accadde in Georgia…
“L’occupazione totale della Georgia è stata impedita da una mediazione forte dell’Europa. Sarkozy e Berlusconi un giorno chiamarono Putin e lo convinsero ad andare avanti”.

Berlusconi potrebbe giocare un ruolo anche questa volta visti i suoi rapporti stretti con Mosca?
“Certamente sì, lo ha già giocato nelle precedente vicenda, quella georgiana, e potrebbe giocarlo anche in questa”.

Ad esempio potrebbe chiamare Putin per cercare una soluzione pacifica?
“Se si sentissero si potrebbe fare. Deve essere una cosa concordata, ma è una mossa politica che certamente Berlusconi può fare. D’altronde è uno dei leader politici europei che ha un rapporto più forte con Putin”.

Il presidente russo si fida di Berlusconi…
“E’ andato a trovarlo… Assolutamente sì”.

Non è stata eccessiva la reazione di Obama?
“L’Europa deve tutelare l’integrità dell’Ucraina ma deve anche tenere conto che la metà della popolazione è russa, quindi è fondamentale il dialogo con Mosca”.

Che cosa pensa della posizione della Germania?
“La posizione del dialogo è la più positiva, quindi sono d’accordo con Berlino. Kiev è una cosa, Sebastopoli è un’altra. C’è una popolazione russa che ha accolto a braccia aperte i militari russi in Crimea e di questo bisogna tenerne conto, altrimenti si ha una lettura sfasata. La Russia sta sbagliano a inviare i militari ma non serve una lettura parziale. L’Ucraina non è solo Kiev, c’è una storia complessa di sovrapposziioni di realtà etniche diverse con riferimenti e interessi differenti. Una visione unilaterale è sbagliata”.

E gli Stati Uniti?
“Gli Usa sono lontani, noi europei siamo più vicini. La posizione dell’Europa è quella di chi ha un forte legame con Washington, certo, ma deve giocare il proprio ruolo. In queste vicende serve più Europa, da protagonista. L’Ue ha trovato un accordo a Kiev e ha impedito la distruzione della capitale georgiana. Noi conosciamo meglio la realtà e la storia”.

E l’Italia?
“Anche noi italiani siamo stati impegnati in Crimea. Berlusconi ha un ottimo rapporto con Putin. Certamente da premier era filo-americano ma con rapporti eccezionali con Mosca. Gran parte della Russia geograficamente è Europa e non possiamo non tenerne conto. Dobbiamo guardare alle ragioni giuste delle popolazioni dell’Ucriana che non sono filo-Russia ma allo stesso tempo sapere che c’è anche una parte della popolazione di origine russa. Non si può dire che la ragiona sta tutta da una parte, sarebbe una lettura superficiale. La politica non è fare il tifo per uno o per l’altro. Noi europei abbiamo anche degli interessi energetici e geopolitici in quell’area. Poi non è che chi stava in piazza a Kiev erano tutti liberali, guarda caso la Timoshenko è a Mosca a parlare con Putin. In piazza a Kiev c’erano anche estreministi di destra, ad esempio. Le cose non sono bianche o nere. E la realtà va letta e intepretata. Non farlo insieme alla Russia sarebbe un errore politico”.