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Tentato dirottamento,il piano per schiantarsi sull’aeroporto di Tel Aviv. E spuntano legami con l’Australia. Quello che non torna

La dinamica dell’agguato in cabina e le indagini a livello internazionale

Tentato dirottamento,il piano per schiantarsi sull’aeroporto di Tel Aviv. E spuntano legami con l’Australia. Quello che non torna

Hamam al-Hammami, il copilota omanita che ha tentato di far precipitare il volo Flydubai 1073, si era fatto assumere dalla compagnia emiratina perché volava su Tel Aviv e aveva pianificato tutto ancora prima di essere messo sotto contratto. Hammami intendeva far schiantare l’aereo contro l’aeroporto Ben Gurion di Tel aviv. Lo riferiscono Channel 12 e Ynet secondo cui Hammami, attualmente in stato di arresto e sotto interrogatorio negli Emirati Arabi Uniti, ha dichiarato agli inquirenti che il suo piano era di uccidere il comandante e proseguire il volo normalmente, ottenere tutte le autorizzazioni necessarie all’atterraggio e infine schiantarsi contro un edificio o un aereo presente nello scalo.

Le autorità australiane hanno avviato un’indagine sui presunti legami con l’Australia del copilota di Flydubai accusato di aver aggredito il comandante durante un volo diretto in Israele, in un caso che è oggetto di accertamenti anche negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita. La Polizia federale australiana (AFP) ha confermato che il Joint Counter Terrorism Team dello Stato di Victoria, composto da AFP, polizia locale e servizio di intelligence interna Asio, sta verificando i collegamenti dell’uomo con il Paese dopo che i media hanno rivelato un suo precedente soggiorno in Australia.Secondo la stampa australiana, il copilota, identificato come l’omanita Hamam al Hammami, aveva ottenuto un visto studentesco nel 2014 e aveva studiato in Australia tra il 2015 e il 2017. Gli investigatori stanno valutando se possa essersi radicalizzato durante quel periodo. Il suo visto sarebbe stato revocato nel 2019 dopo l’interruzione del percorso di studi.

L’incidente è avvenuto a bordo di un volo Flydubai diretto a Tel Aviv con 174 persone a bordo. Secondo la Procura generale degli Emirati Arabi Uniti, il copilota avrebbe attaccato il comandante con un’ascia d’emergenza nel tentativo di assumere il controllo dell’aereo, che avrebbe perso circa 4.300 metri di quota in meno di 30 secondi.Passeggeri e membri dell’equipaggio sono riusciti a bloccare l’aggressore, mentre il comandante, ferito, è riuscito ad accedere alla cabina di pilotaggio e a riprendere il controllo del velivolo, poi dirottato verso Tabuk, nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, dove ha effettuato un atterraggio d’emergenza. Il caso ha sollevato interrogativi sui controlli di sicurezza e sulle procedure di selezione del personale delle compagnie aeree.