Cinque miliardi l’anno per cambiare il trasporto pubblico: tre destinati a ridurre drasticamente il prezzo degli abbonamenti e due a potenziare mezzi, frequenze e personale. La proposta di Ali partirebbe dai grandi centri e dai principali bacini dei pendolari.
Un abbonamento annuale a 50 euro, poco più di quattro euro al mese, valido per il trasporto pubblico urbano, extraurbano e regionale. Per ora è una proposta, ma se arrivasse al traguardo rappresenterebbe una rivoluzione soprattutto per città come Roma, dove il costo e l’efficienza dei collegamenti restano due dei principali nodi della mobilità.
A lanciarla al Festival delle Città è stato il sindaco Roberto Gualtieri, nella veste di presidente nazionale di Ali – Autonomie Locali Italiane, insieme al sindaco di Bologna Matteo Lepore e alla sindaca di Settimo Torinese Elena Piastra. Il progetto mette sul tavolo circa 5 miliardi di euro l’anno per il trasporto pubblico.
Tre miliardi per abbattere il prezzo degli abbonamenti
La copertura indicata da Ali parte dalle risorse legate agli interventi sulle accise del gasolio. Secondo il calcolo illustrato da Gualtieri, uno sconto di 17 centesimi al litro vale circa 4,75 miliardi di euro su base annua. L’idea è utilizzare una cifra analoga non per ridurre il costo del carburante, ma per finanziare stabilmente il trasporto collettivo.
Nel dettaglio, 3 miliardi servirebbero per portare a 50 euro l’abbonamento annuale dei residenti. Altri 1,2 miliardi rafforzerebbero il finanziamento del sistema, mentre 800 milioni sarebbero destinati a nuovi mezzi, aumento delle frequenze e assunzioni. L’obiettivo è evitare il paradosso di biglietti quasi gratuiti accompagnati da autobus pieni e corse insufficienti.
Prima le grandi città, poi l’estensione nazionale
Il piano dovrebbe essere concordato con Stato e Regioni e procedere per tappe. La prima fase interesserebbe i capoluoghi e i bacini con maggiore domanda pendolare, per poi allargarsi progressivamente al resto del Paese nell’arco di alcuni anni.
Per Roma la partita sarebbe particolarmente pesante: abbassare il costo dell’abbonamento avrebbe senso soltanto accompagnando la misura con più vetture e maggiore regolarità del servizio. È proprio questa la scommessa politica lanciata dai sindaci: rendere il mezzo pubblico economicamente difficile da rifiutare, ma anche abbastanza efficiente da poter lasciare davvero l’auto a casa.


