Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Esteri » Trump 2028, il tycoon si candida al terzo mandato: ecco come potrebbe aggirare la Costituzione

Trump 2028, il tycoon si candida al terzo mandato: ecco come potrebbe aggirare la Costituzione

Il 22° emendamento vieta a Trump una nuova elezione nel 2028. Le ipotesi per aggirarlo e perché sono contestate

Trump 2028, il tycoon si candida al terzo mandato: ecco come potrebbe aggirare la Costituzione
President Donald Trump speaks at the White House Correspondents’ Association dinner at the Waldorf Astoria Washington DC, Friday, July 24, 2026, in Washington. (AP Photo/Mark Schiefelbein)

Donald Trump non può essere eletto presidente degli Stati Uniti per una terza volta in base all’attuale Costituzione americana. Il 22° emendamento stabilisce che nessuna persona possa essere eletta alla Casa Bianca più di due volte. Una candidatura nel 2028 richiederebbe quindi una modifica costituzionale oppure il tentativo di percorrere una strada mai sperimentata, destinata quasi certamente a essere sottoposta alla Corte Suprema.

Trump 2028, cosa dice la Costituzione sul terzo mandato

Il 22° emendamento dispone che nessuno possa essere eletto alla presidenza più di due volte. La norma fu approvata dopo i quattro mandati di Franklin Delano Roosevelt e si applica anche quando i due mandati non sono consecutivi.

Trump ha governato dal 2017 al 2021 ed è tornato alla Casa Bianca dopo le elezioni del 2024. Non potrebbe quindi comparire regolarmente come candidato presidente nelle elezioni del novembre 2028 senza una modifica delle regole costituzionali.

Il presidente ha più volte alimentato le ipotesi su una nuova corsa. Il 25 luglio 2026, durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca, ha indossato un cappellino con la scritta “Trump 2028” e ha scherzato su un terzo mandato, precisando successivamente che si trattava di una battuta.

Trump 2028, la modifica del 22° emendamento

La strada giuridicamente più lineare sarebbe modificare o abrogare il 22° emendamento. Nel gennaio 2025 il deputato repubblicano Andy Ogles ha presentato una proposta per consentire tre elezioni a un presidente che abbia svolto due mandati non consecutivi. La formulazione permetterebbe a Trump di candidarsi, senza riaprire la corsa a ex presidenti che hanno completato due mandati consecutivi.

Leggi anche: Il caos geopolitico di Trump tra la crisi di Hormuz e il sorpasso della Cina

L’approvazione richiederebbe il voto favorevole dei due terzi dei presenti sia alla Camera sia al Senato, con il quorum previsto. La modifica dovrebbe successivamente essere ratificata da almeno tre quarti degli Stati, pari oggi a 38 su 50. Il presidente non può approvare, firmare o porre il veto su un emendamento costituzionale.

Le maggioranze necessarie rendono questa soluzione molto difficile. Non basta che il partito di Trump controlli il Congresso, perché servirebbe anche il sostegno di una parte consistente dei democratici e delle assemblee statali.

Trump vicepresidente e il passaggio dei poteri

Un’altra ipotesi prevede che un candidato vicino a Trump si presenti alla presidenza scegliendolo come vicepresidente. Dopo la vittoria, il presidente eletto potrebbe dimettersi e lasciare la Casa Bianca al tycoon attraverso la successione.

Questa interpretazione si basa sul fatto che il 22° emendamento vieta testualmente di essere “eletti” più di due volte, senza affermare espressamente che un ex presidente non possa tornare in carica attraverso la successione.

Leggi anche: Trump abbassa i toni con l’Iran, ma avverte: “Non avranno l’arma nucleare”. Escalation tra Hormuz, Mar Rosso e

Il 12° emendamento stabilisce però che chi non possiede i requisiti costituzionali per diventare presidente non può essere vicepresidente. Numerosi costituzionalisti ritengono quindi che Trump non sarebbe eleggibile neppure alla vicepresidenza.

Una candidatura di questo tipo provocherebbe ricorsi immediati. I tribunali dovrebbero stabilire se il limite del 22° emendamento riguardi soltanto l’elezione o anche la possibilità di ricoprire nuovamente l’incarico.

Trump 2028, l’ipotesi della presidenza della Camera

Tra le possibilità discusse c’è anche l’elezione di Trump a speaker della Camera. La Costituzione non impone che il presidente della Camera sia un deputato. Nella linea di successione, lo speaker viene dopo il vicepresidente.

Per tornare alla Casa Bianca, tuttavia, dovrebbero lasciare l’incarico sia il presidente sia il vicepresidente. Anche questa soluzione incontrerebbe la stessa obiezione costituzionale sulla possibilità per un presidente già eletto due volte di assumere nuovamente la carica.

Senza l’abrogazione o la modifica del 22° emendamento, nessuna delle presunte scorciatoie offre dunque a Trump una candidatura sicura. La via formalmente valida resta una riforma della Costituzione, che richiede un consenso politico oggi molto più ampio della maggioranza necessaria per vincere le elezioni.

CLICCA QUI PER ALTRE NOTIZIE DALL’ESTERO