Gli Stati Uniti “ne hanno abbastanza” dell’Iran e sono pronti a colpirlo con durezza. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante un comizio elettorale in Alaska. “Aspettate di vedere cosa faremo all’Iran. Lo colpiremo duramente“, ha affermato Trump, “aspettate di vedere cosa faremo all’Iran. Perché ne abbiamo avuto abbastanza”.
La guerra in Iran è costata ai consumatori americani circa 265 miliardi di dollari dall’inizio del conflitto, a fine febbraio, pari a un aggravio medio di circa 2mila dollari per famiglia. È la stima di Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics, riportata dalla Cnn, che descrive l’impatto di energia, trasporti e credito più cari sul costo della vita a poche settimane dalle elezioni di metà mandato.
Iran e Oman sono vicini all’attuazione di un accordo provvisorio per il transito nello Stretto di Hormuz. Lo dice il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, al quotidiano tunisino Al-Chourouk secondo quanto riporta IRNA. Baghei ha aggiunto che Teheran e Muscat stanno proseguendo le consultazioni per stabilire rotte sicure per le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, dopo aver raggiunto un’intesa su un percorso di transito sicuro provvisorio.
Il portavoce iraniano ha aggiunto che “alcuni dettagli attuativi” sono ancora oggetto di discussione e ha precisato che l’intesa bilaterale su una rotta sicura non deve essere confusa con la riapertura o con lo status complessivo del passaggio marittimo, in quanto resta ancora da valutare un meccanismo sostenibile e a lungo termine per la gestione e la messa in sicurezza del transito. Riguardo alla possibilità di una ripresa delle ostilità con gli Stati Uniti, Baghaei ha ribadito che l’Iran è pronto a mobilitare tutte le risorse disponibili per contrastare eventuali azioni ostili.
L’Iran sta ampliando una campagna ibrida nel Regno Unito. Lo ha detto il capo dell’intelligence interna britannica, Ken McCallum, secondo cui nell’ultimo anno ci sono stati 50 arresti per attività legate all’Iran. Gran parte della campagna iraniana è stata diretta contro le comunità ebraiche, ha aggiunto il numero uno dell’MI5 e anche contro “obiettivi più difficili, come i siti militari”. Sir Ken non ha menzionato direttamente gli arresti avvenuti alla base RAF di Fairford, dove il Primo Ministro Andy Burnham ha affermato che un presunto complotto era “quasi certamente diretto dalle Guardie Rivoluzionarie islamiche iraniane”, ma si è limitato ad aggiungere che “coloro che cercano di seminare il caos nelle strade britanniche, siano essi sicari assoldati qui o mandanti all’estero, incontreranno una risposta inflessibile”.
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