Dalle primarie che incoronarono Walter Veltroni alla segreteria di Elly Schlein. Il grande progetto di unire le culture della sinistra e del cattolicesimo democratico compie diciannove anni, tra entusiasmi, scissioni e cambi di leadership.
Quel giorno in cui la sinistra sognava in grande
Il 14 ottobre 2007 la politica italiana celebrava un matrimonio destinato a far discutere parecchio. Nasceva il Partito Democratico, figlio dell’unione tra Democratici di Sinistra e Margherita. Da una parte gli eredi del Pci, dall’altra quelli della tradizione cattolico-democratica. Un esperimento ambizioso: mettere sotto lo stesso tetto storie, sensibilità e culture politiche che per decenni avevano abitato case diverse.
Alle primarie parteciparono oltre tre milioni e mezzo di persone. Walter Veltroni, allora sindaco di Roma, conquistò la segreteria con il 75,8% dei voti, superando Rosy Bindi ed Enrico Letta. L’entusiasmo era palpabile. Si parlava di modernità, riformismo, vocazione maggioritaria e superamento delle vecchie appartenenze. Persino la parola compagno sembrava destinata a lasciare spazio a un più ecumenico democratico.
Da Veltroni a Schlein, la lunga strada delle segreterie
Diciannove anni dopo, il Pd ha attraversato stagioni politiche molto diverse. Veltroni, Franceschini, Bersani, Epifani, Renzi, Martina, Zingaretti, Letta e infine Schlein: una successione di leadership, con programmi, alleanze e interpretazioni differenti dell’identità originaria. In mezzo, esperienze di governo e opposizione, congressi combattuti, separazioni e ricongiungimenti. Nel 2017 la scissione che portò alla nascita di Articolo 1, poi rientrato nel Pd nel 2023; nel 2019 l’uscita di Matteo Renzi e la fondazione di Italia Viva.
Il partito nato per superare le divisioni del passato ha dovuto confrontarsi ripetutamente con nuove divisioni, spesso su temi decisivi come lavoro, economia, alleanze e rapporti con il Movimento 5 Stelle. Resta la particolarità di quella giornata del 2007: milioni di italiani chiamati non soltanto a scegliere un segretario, ma a battezzare un soggetto politico nuovo. Il Partito Democratico compie diciannove anni, ma il dibattito su cosa debba diventare sembra ancora parte integrante della sua identità.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Poi 0,99€/mese


