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Esteri
Trump? Attenti a sottovalutarlo. Come con Berlusconi e Verdini...

Cari americani, contro l'Isis riuscirete, si spera, a trovare una risposta adeguata e convincente. Ma alla Casa Bianca non osate spedire Donald Trump,  un riccone destrorso, settantenne, che somiglia troppo a Silvio Berlusconi, e soprattutto la terza moglie, lady Melania Knauss, slovena, 46 anni (dal 1826, sarebbe la prima consorte, non nata negli USA, del Presidente).

La bella aspirante first lady non è neppure un'ex attrice, come la seconda moglie del Cav. Ma, prima di sposare Donald e trasferirsi nel pacchiano villone di Palm Beach, ha fatto-che vergogna !- l'indossatrice di biancheria intima ! Tutti aspetti, volgari e negativi, ca va sans dire, che hanno fatto inorridire osservatori "politically correct", come donna Maria Laura Rodotà, figlia del prof.Stefano e inviata del "Corriere della Sera" alla convention di Cleveland dei repubblicani.

Ovviamente, ai lettori interessa sapere molto di più che a succedere a Michelle Obama non sarebbe, purtroppo, una pesante docente di Harvard che capire le, vere, ragioni del successo del "tamarro" competitor di Hillary Clinton.

Perchè gli statunitensi hanno designato l'outsider The Donald-che, non all'unanimità, ha ottenuto la nomination dei repubblicani- come il vero protagonista di questa stagione politica, dissotterrando la vecchia tradzionale, con i suoi modi decisi e anche con i suoi eccessi verbali contro l'Islam, contro gli immigrati sudamericani, contro i rifugiati siriani ? Senza contare le controverse prese di posizione sessiste e maschiliste, che hanno fatto infuriare molte donne.

I maìtres à penser della sinistra dimostrano la stessa, sussiegosa superiorità e, sbagliando, sottovalutano l'avversario. Come  fecero 22 anni fa, quando sghignazzarono sulla discesa in campo di  Berlusconi. Silvio, nel 1993, era "solo" un imprenditore di successo, che osò sfidare, e sconfiggere, la "gioiosa macchina da guerra" dei progressisti, guidata dal leader post-comunista, Achille Occhetto.

Molti ricorderanno gli  articoli pieni di sarcasmo, che commentarono il primo, suadente discorso in TV del proprietario di Mediaset da una scrivania, ad Arcore, con in bella mostra la foto della sua famiglia : "L'Italia è il Paese che amo...". Concetti bocciati come troppo modesti, superficiali, al pari della rivendicazione, ritenuta non elegante, del duro lavoro fatto per avanzare nella società.

E' possibile che gli elettori, in passato, di Berlusconi e oggi di Trump siano tutti buzzurri, razzisti, astiosi e incolti nemici di signore benestanti, istruite e dell'alta borghesia, come la Clinton ? Non sarebbe più utile interrogarsi sui tanti e inattesi consensi, riversati sul messaggio, rivolto da un ricchissimo imprenditore- avversato anche dai capi del suo partito-alla pancia dell'America in un momento in cui la paura per il terrorismo e le crescenti tensioni, anche razziali, stanno spostando larghi settori dell'elettorato su posizioni più conservatrici?

Un noto scrittore americano, Richard Ford, non ha neppure provato a rispondere alla domanda : l'imprenditore di New York avanza perché gli americani hanno capito che mette al di sopra di tutto gli interessi della gente, che chiede sicurezza personale e stabilità economica ?

Non lo ha fatto perché il candidato anti-Clinton, che Ford irride, è troppo distante , antropologicamente, da lui : ha i capelli arancione, indossa abiti fuori taglia, non conosce i ristoranti alla moda di Parigi.
   

Del resto, da quello che il sociologo Luca Ricolfi definì il "complesso dei migliori", non è guarita neppure la sinistra, dura e pura, del nostro Paese.

Di recente,  alcuni esponenti del PD, vicini a Pigi Bersani, hanno bocciato l'alleanza di Renzi con Denis Verdini, esternando notazioni critiche sull'abbigliamento dell'odiato senatore di Firenze : i mocassini di camoscio blu, molto simili a quelle di Flavio Briatore, però senza nappine e senza iniziali, che  sono sulla camicia, tagliata su misura, con i polsini stretti da gemelli d'oro massiccio. In passato, un altro politico "de sinistra", ma riformista, Massimo D'Alema, venne attaccato perchè si era permesso di calzare un paio di scarpe pregiate, molto costose, fatte da un bravo artigiano calabrese.
   

E' utile essere, o sentirsi, antropologicamente, superiori ma, nel contempo, restare, politicamente, irrilevanti ?

Pietro Mancini

 

 

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