La guerra in Iran continua e tutto il Medio Oriente è nel caos per colpa delle tensioni internazionali. Anche la situazione a Gaza è complicata, l’esercito israeliano continua ad attaccare, non più solo in Libano, nel mirino ci sono anche esponenti di Hamas e si intensificano anche i raid in Cisgiordania. Oggi l’Idf ha colpito un campo profughi e i feriti sono almeno 51. Ma tornando a Gaza si scopre che il Board of Peace, l’organo di governo istituito da Trump con il supporto di diversi altri Paesi, ha mosso il suo primo passo per la ricostruzione di Gaza. Ma non si parte dalle case, il primo progetto infatti riguarda una base militare.
Si tratta della costruzione di un rudimentale avamposto militare destinato ad accogliere 150 soldati marocchini. Naturalmente il tutto avverrà sotto la supervisione degli Usa. Lo ha riferito al Guardian una fonte a conoscenza della vicenda. Il contratto, che non è ancora stato formalizzato, sarebbe stato assegnato ad Arkel International, società con sede in Louisiana che in passato ha svolto attività per il governo statunitense in Paesi come l’Iraq. In una e-mail, un funzionario del Board of Peace ha dichiarato che il board e il gruppo di tecnocrati palestinesi incaricato di amministrare Gaza “sono nelle fasi finali della preparazione di diversi appalti. Nessuno è stato ancora formalizzato”.

