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Trump impone nuovi dazi a 60 Paesi: anche l’Ue tra le vittime. Kallas su tutte le furie

L’Alta rappresentante dell’Unione europea per la politica estera: “Motivazioni senza fondamento”

Trump impone nuovi dazi a 60 Paesi: anche l’Ue tra le vittime. Kallas su tutte le furie
(Fonte immagine: La Presse) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Trump impone nuovi dazi a 60 Paesi

Gli Stati Uniti applicano da oggi dazi aggiuntivi ad almeno 60 partner commerciali, rilanciando la strategia protezionistica del presidente Donald Trump dopo lo stop imposto dalla Corte Suprema ai precedenti provvedimenti tariffari generalizzati. Le nuove misure, annunciate dall’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (Ustr), prevedono aliquote del 10% o del 12,5% su una vasta gamma di prodotti importati.

Washington motiva il provvedimento con la necessita’ di contrastare l’ingresso di merci realizzate con lavoro forzato. Secondo l’Ustr, i dazi riguardano i 60 principali partner commerciali degli Stati Uniti, responsabili del 99,4% delle importazioni americane. L’agenzia sostiene che molti Paesi non abbiano adottato o applicato in modo efficace divieti sulle importazioni di beni prodotti con lavoro forzato.

I Paesi che hanno introdotto normative o preso impegni in questa direzione saranno soggetti a un dazio del 10%. Tra questi figurano Canada, Unione Europea, India e Regno Unito. Per altri Paesi, tra cui Cina, Giappone e Corea del Sud, l’aliquota salira’ al 12,5%. Restano esclusi alcuni prodotti gia’ colpiti da tariffe specifiche, come acciaio e alluminio, oltre a determinati beni energetici, fertilizzanti e alle merci coperte dall’accordo commerciale tra Stati Uniti, Canada e Messico.

Il governo messicano ha precisato che oltre l’80% delle esportazioni verso gli Usa continuera’ a essere esente. L’iniziativa arriva dopo la decisione della Corte Suprema che a febbraio aveva giudicato incostituzionali i dazi generalizzati introdotti da Trump, stabilendo che solo il Congresso puo’ approvare misure di quel tipo. La Casa Bianca ha quindi fatto ricorso a tariffe fondate sulle indagini commerciali condotte dall’USTR, considerate giuridicamente piu’ solide.

“Gli Stati Uniti vietano da quasi un secolo le importazioni di prodotti realizzati con lavoro forzato e applicano rigorosamente tale divieto. E’ arrivato il momento che anche i nostri partner commerciali facciano lo stesso”, ha dichiarato il rappresentante commerciale Jamieson Greer.

Le nuove tariffe hanno gia’ suscitato reazioni. L’Australia le ha definite “ingiustificate” e ne ha chiesto l’abolizione. Anche il Brasile, colpito questa settimana da ulteriori dazi del 25% su alcuni prodotti, ha annunciato l’avvio delle procedure previste dalla propria legge sulla reciprocita’ commerciale. Parallelamente, l’amministrazione Trump prosegue i negoziati con i principali partner commerciali.

Lo stesso Greer e’ in Messico per il terzo round di colloqui sulla revisione dell’accordo che lega Stati Uniti, Canada e Messico. Intanto Trump ha annunciato nuovi dazi sui farmaci generici importati, che entreranno in vigore dal 2028 e saliranno fino al 200% l’anno successivo, con l’obiettivo di incentivare la produzione sul territorio statunitense.

Kallas: “Nuovi dazi Usa senza fondamento; sorpresa negativa”

L’Alta rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, Kaja Kallas, ha contestato le motivazioni addotte dagli Stati Uniti per imporre nuovi dazi sui prodotti europei, definendo “infondate” le accuse secondo cui l’Ue non disporrebbe di adeguati strumenti contro il lavoro forzato.

“Questo non si puo’ dire dell’Unione europea”, ha dichiarato Kallas a Reuters, ripresa da diversi media asiatici, a margine della riunione dei ministri degli Esteri dell’Asean a Manila. “Se si confrontano le nostre leggi sul lavoro con quelle degli Stati Uniti, noi abbiamo ferie retribuite e condizioni di lavoro molto buone per i nostri dipendenti. Quindi questa motivazione non ha alcun fondamento”.

Kallas ha aggiunto che Bruxelles chiedera’ chiarimenti a Washington, sottolineando che l’Unione ha rispettato gli impegni previsti dall’accordo commerciale transatlantico raggiunto lo scorso anno e che i nuovi dazi rappresentano “una sorpresa negativa”.”Avevamo un accordo con gli Stati Uniti e noi abbiamo rispettato la nostra parte dell’intesa”, ha affermato. “Per questo e’ una sorpresa negativa vedere che quell’accordo non viene rispettato”.