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Trump-Meloni, altro che Iran: ecco il vero motivo dello scontro

Il botta e risposta a mezzo social dei due leader ha radici profonde che poco hanno a che vedere con l’Iran, una guerra che Trump avrebbe portato avanti a prescindere dal sostegno degli alleati

Trump-Meloni, altro che Iran: ecco il vero motivo dello scontro
Immagine creata con l’intelligenza artificiale

Trump-Meloni e le “tensioni” energetiche: ecco che cosa sta succedendo

C’è una metafora, abusata e quasi noiosa, che racconta meglio di qualunque altra figura retorica che cosa sta succedendo tra Donald Trump e Giorgia Meloni: è la famosa punta dell’iceberg. Come Affaritaliani può raccontare in esclusiva, infatti, non è certo per il mancato sostegno logistico alle operazioni in Iran che il biondo inquilino della Casa Bianca e la premier hanno iniziato a lanciarsi dardi incendiari attraverso i social. Anche perché altri Paesi hanno opposto rifiuti alle richieste di Trump senza venire sbertucciati in modo così volgare. La verità sarebbe un’altra, dicono fonti ad altissimi livelli al nostro giornale: la chiave di tutto sta nell’energia. Un tema assai caro al tycoon che ha dichiarato neanche troppo velatamente che la guerra in Iran aveva fatto salire le vendite di petrolio americano, un’ottima notizia per il Paese a stelle e strisce. Ma c’è molto, molto di più.

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Pare, infatti, che tra Francia e Italia fossero in corso dialoghi serrati per un accordo che aveva a oggetto il nucleare. La formulazione era semplice: la garanzia di una tariffa “flat” applicata da Parigi verso il nostro Paese per l’energia venduta in cambio della garanzia che le parti necessarie per la costruzione dei reattori nucleari (SMR soprattutto) dovessero essere acquistate dai cugini d’Oltralpe. Un accordo che avrebbe fatto infuriare gli Stati Uniti, che hanno sempre sperato di riuscire a creare una frattura in Europa per diventare fornitori energetici del Vecchio Continente. Ecco il perché della furia iconoclasta di Trump contro Meloni, con modi talmente fuori da ogni grammatica istituzionale da risultare quasi ascrivibili alla categoria “follie”.

Ora il punto è semplice: se, come sembra, la Cina sta progressivamente prendendo piede in Medio Oriente, garantendo protezione ai Paesi del Golfo in cambio dell’utilizzo dello yuan come moneta di scambio al posto del dollaro, è ovvio che gli Usa si trovano all’angolo e devono per forza restare centrali almeno in Europa, a costo di avere reazioni fuori dall’ordinario. Le responsabilità di Trump sono sotto gli occhi di tutti e l’instabilità che sta provocando nel mondo inizia ad avere ripercussioni importanti sotto diversi aspetti.

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