Turchia, svolta storica sul Pkk: il Parlamento approva la legge per il processo di pace
Il Parlamento turco compie un passo storico verso la fine del conflitto con il Pkk. L’assemblea di Ankara ha approvato la legge “Turchia senza terrorismo”, il provvedimento che definisce il quadro giuridico del processo di pace con i separatisti curdi e introduce la possibilità di sospendere indagini, processi ed esecuzione delle pene per una serie di reati legati all’organizzazione. La legge è stata approvata con una maggioranza molto ampia: 468 voti favorevoli, 88 contrari e 6 astensioni. Al voto hanno partecipato 562 dei 600 deputati. Il provvedimento era già passato sabato dalla Commissione Giustizia, dopo 17 ore e mezza di discussione.
Il testo, denominato formalmente “Legge sul rafforzamento della solidarietà nazionale e dell’integrazione sociale”, prevede però condizioni precise. Le misure potranno infatti essere applicate soltanto dopo che le autorità di sicurezza turche avranno accertato che il Pkk, le sue strutture giovanili legate al Kck e le organizzazioni affiliate abbiano cessato di esistere e abbiano consegnato tutte le armi e le munizioni in loro possesso. L’accertamento dovrà essere confermato dal Consiglio di sicurezza nazionale e la relativa decisione dovrà essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Solo a quel punto potranno diventare operative le disposizioni previste dalla nuova legge.
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Il provvedimento riguarda diversi reati connessi al Pkk: dalla costituzione o dalla guida dell’organizzazione all’appartenenza, fino all’aiuto consapevole e volontario, alla propaganda e ai crimini commessi nell’ambito delle sue attività. Sono comprese anche alcune fattispecie legate al finanziamento del terrorismo. Per i reati con una pena massima fino a 15 anni, indagini e procedimenti potranno essere rinviati per cinque anni. Per quelli con pene superiori a 15 anni, per l’ergastolo o per l’ergastolo aggravato, il rinvio potrà arrivare a dieci anni. La legge prevede però delle esclusioni. Non rientra nelle disposizioni l’omicidio volontario commesso nell’ambito delle attività dell’organizzazione, così come alcuni reati commessi prima del 1° giugno 2005 punibili con l’ergastolo o con l’ergastolo aggravato.
Il meccanismo è legato anche alla condotta successiva degli interessati. Se durante il periodo di rinvio viene commesso un nuovo reato di terrorismo, la sospensione viene revocata e il procedimento riprende. Se invece il periodo trascorre senza nuovi reati di terrorismo, i pubblici ministeri o i tribunali potranno decidere di non procedere o archiviare il caso, a seconda della fase del procedimento. Regole analoghe sono previste per l’esecuzione delle pene. Le persone che intendono beneficiare della normativa avranno sei mesi di tempo, a partire dalla pubblicazione della decisione del Consiglio di sicurezza nazionale, per presentare una richiesta alle autorità competenti.
L’attuazione sarà affidata a un consiglio presieduto dal vicepresidente turco e composto da alti funzionari del governo e delle forze di sicurezza. Il Parlamento istituirà inoltre una commissione incaricata di monitorare l’applicazione della legge. La portata del provvedimento è legata soprattutto alla storia del conflitto tra Ankara e il Pkk, iniziato nel 1984 e costato, secondo le stime riportate dall’agenzia AGI, circa 50mila vittime. La nuova legge crea un meccanismo condizionato alla fine dell’organizzazione armata, alla consegna delle armi e al rispetto di precise condizioni nel tempo.

