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Esteri
Turchia, Erdogan bombarda ancora l'Isis. Raid contro le postazioni del Pkk

Nuovo raid dei caccia turchi contro le postazioni dello Stato Islamico in Siria e quelle dei miliziani curdi del Pkk nel nord dell'Iraq. Dopo l'offensiva lanciata ieri in cui Ankara, raccogliendo anche l'appello degli Stati Uniti, ha aperto il fuoco contro i miliziani dell'Isis, gli aerei da combattimento turchi nella notte hanno bombardato  altre sette postazioni del Pkk nel nord dell'Iraq e hanno colpito nuovamente obiettivi del Califfato nel nord della Siria.

Dopo aver riaperto il fuoco contro l'Is in Siria, la Turchia ha quindi sferrato  un attacco anche contro i separatisti curdi, accusati per una serie di attentati seguiti alla strage di lunedì scorso a Suruc, in cui un kamikaze jihadista aveva ucciso 32 militanti socialisti turchi e curdi. Nei raid contro il Pkk sono stati colpiti rifugi e depositi di armi dei separatisti curdi.

In un comunicato diffuso stamani il governo di Erdogan ha riferito che sono stati colpiti rifugi, bunker, depositi e altri "punti logistici" del Pkk nel nord dell'Iraq, compresa la zona montagnosa di Qandil, dove si trova il comando curdo. La notizia dei nuovi raid è stata confermata anche dal primo ministro di Ankara, Ahmet Davutoglu. Come riporta la Bbc, non sono invece stati forniti dettagli sui bombardamenti che hanno preso di mira le postazioni dell'Is in Siria. È la prima volta dalla tregua proclamata nel 2013 che la Turchia lancia un attacco contro le forze del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk).

Dopo gli attentati, la Turchia è "determinata a compiere qualsiasi passo per garantire la sicurezza e la pace al suo popolo", riferisce il comunicato di Ankara. Il premier turco Ahmet Davutoglu ha affermato che i raid contro l'Is fanno parte di un ampio "processo". Ieri le autorità turche hanno arrestato centinaia di sospetti fiancheggiatori dello Stato Islamico e annunciato che concederanno agli Stati Uniti l'uso di una base aerea per lanciare attacchi contro l'Is.

Intanto è arrivata la risposta del Partito dei lavoratori curdi (Pkk), che ha avvertito come i raid turchi contro le sue postazioni nel nord dell'Iraq abbiano fatto saltare la tregua con Ankara. "La tregua non ha più significato dopo gli intensi bombardamenti aerei da parte dell'esercito di occupazione turco", si legge in un comunicato pubblicato sul sito del Pkk. La tregua era stata annunciata nel marzo 2013 dal carcere dallo storico leader del gruppo separatista curdo, Abdullah Ocalan, dopo che nel 2012 l'allora premier Recep Tayyip Erdogan aveva avviato negoziati di pace per mettere fine a un conflitto che si trascina da 31 anni ed è costato 40.000 morti.

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