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Turchia: scandalo corruzione, Erdogan rivoluziona il governo

Il premier turco turco, Recep Tayyip Erdogan, ha cambiato quasi meta’ dei suoi ministri in risposta a uno scandalo di corruzione che ha fatto riesplodere le proteste di piazza contro l’esecutivo. Il rimpasto di Natale ha toccato 10 dicasteri, a partire da quelli lasciati liberi dalle dimissioni dei ministri dell’Economia, Zafer Caglayan, dell’Interno, Muammer Guler e dell’Ambiente e Urbanizzazione, Erdogan Bayraktar, i cui figli erano fra i 50 arrestati nella tangentopoli turca, legata a concessioni edilizie in aree urbane. L’intervento si e’ reso indispensabile per tentare risollevare le sorti del governo a tre mesi dalle cruciali elezioni amministrative di marzo.

Poche ore prima dell’annuncio di Erdogan, a Istanbul in 5.000 avevano manifestato per chiedere al premier di lasciare e c’erano stati scontri con la polizia e lancio di lacrimogeni. Tensioni in particolare nel quartiere di Kadikoy, nella parte orientale della citta’, e a Besiktas, nella zona europea di Istanbul. IL premier, da partev sua, nei giorni scorsi aveva denunciato che lo scandalo di corruzione farebbe parte di un complotto internazionale, come aveva gia’ affermato per le proteste di Gezi Park.

Oltre ai ministri dimissionari, sostituiti da Efkan Ala (Interni), Nihat Zeybekc (Economia) e Idris Gulluce (Ambiente), sono stati avvicendati anche quelli della Giustizia, dei Trasporti, della Famiglia e quello degli Affari europei, Egemen Bagis, che potrebbe essere presto coinvolto nello scandalo di corruzione. Il presidente turco, Abdullah Gul, martedi’ aveva auspicato la destituzione dei ministri coinvolti nello scandalo.