La mozione di sfiducia e' stata respinta dopo che il premier Mykola Azarov si e' scusato per le violenze della polizia contro i manifestanti pro-Ue, promettendo un rimpasto di governo. "Posso assicurare ai parlamentari una cosa: trarro' conclusioni ferme da quanto accaduto e faro' seri cambiamenti nel governo", ha affermato Azarov, intervenendo a una sessione parlamentare d'urgenza, mentre fuori dall'edificio in migliaia attendevano l'esito del voto. Oltre 30 dimostranti sono rimasti feriti sabato scorso quando la polizia e' intervenuta con lacrimogeni e manganelli per disperdere centinaia di attivisti pro-Ue che occupavano Piazza d'Indipendenza. Il giorno seguente, oltre 100mila persone sono scese in piazza in una protesta degenerata in scontri con le forze dell'ordine intorno al palazzo presidenziale nel centro di Kiev.

Nella capitale Ucraina proseguono le proteste da parte di cittadini che hanno assediato gli edifici governativi per protestare contro la mancata firma dell'Accordo di associazione con l'Unione Europea. La gente, circa 6000 persone, ha bloccato così le strade ostacolando la normale viabilità e impedendo anche l'entrata della sede di governo. Le Forze dell'Ordine si trovano sul posto ma non hanno modo di intervenire come dovrebbero. A scatenare tanto disordine anche i negoziati con la Russia, per migliori condizioni economiche, dopo il niet a Bruxelles deciso dal presidente Viktor Yanukovich.

Quest'ultimo dopo aver ufficializzato la decisione, ha dovuto cercare di placare gli animi e ha garantito che il cammino di integrazione con l'Ue continuerà. Al contempo poi l'apprestarsi dell'Ucraina a negoziare migliori condizioni economiche con la Russia ha portato alle stelle la tensione. Violenti gli scontri con la Polizia, la quale ha anche lanciato dei gas lacrimogeni per contenere un tentativo di assalto al palazzo della presidenza. Centinaia di agenti rimasti feriti, circa cinquanta i manifestanti finiti in ospedale. "In Ucraina sta iniziando una rivoluzione" ha dichiarato Oleh Tyahnybok, leader del partito Svodoba, "stiamo lanciando uno sciopero generale".

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Esteri

Il Parlamento ucraino ha respinto la mozione di sfiducia presentata dall'opposizione contro il governo, al centro di forti proteste di piazza per aver congelato la firma dell'accordo di associazione con l'Unione Europea. A richiedere un voto di fiducia sono stati tre principali partiti dell'opposizione, l'Unione Pan-Ucraina 'Patria' dell'ex premier Yulia Timoshenko, l'Alleanza Democratica Ucraina per le Riforme (Udar) guidata dal pugile Vitaly Klitschko e i nazionalisti di Svoboda. La mozione ha ottenuto il sostegno di solo 186 voti contro i 226 necessari per passare, dopo che il partito di governo si e' astenuto. Una nuova votazione su una mozione di sfiducia, richiesta dal Partito Comunista d'Ucraina, si terra' nel pomeriggio.

Crisi UcrainaKiev, Manifestanti sulla Maidan (foto Massimiliano Di Pasquale)
 

La mozione di sfiducia e' stata respinta dopo che il premier Mykola Azarov si e' scusato per le violenze della polizia contro i manifestanti pro-Ue, promettendo un rimpasto di governo. "Posso assicurare ai parlamentari una cosa: trarro' conclusioni ferme da quanto accaduto e faro' seri cambiamenti nel governo", ha affermato Azarov, intervenendo a una sessione parlamentare d'urgenza, mentre fuori dall'edificio in migliaia attendevano l'esito del voto. Oltre 30 dimostranti sono rimasti feriti sabato scorso quando la polizia e' intervenuta con lacrimogeni e manganelli per disperdere centinaia di attivisti pro-Ue che occupavano Piazza d'Indipendenza. Il giorno seguente, oltre 100mila persone sono scese in piazza in una protesta degenerata in scontri con le forze dell'ordine intorno al palazzo presidenziale nel centro di Kiev.

Nella capitale Ucraina proseguono le proteste da parte di cittadini che hanno assediato gli edifici governativi per protestare contro la mancata firma dell'Accordo di associazione con l'Unione Europea. La gente, circa 6000 persone, ha bloccato così le strade ostacolando la normale viabilità e impedendo anche l'entrata della sede di governo. Le Forze dell'Ordine si trovano sul posto ma non hanno modo di intervenire come dovrebbero. A scatenare tanto disordine anche i negoziati con la Russia, per migliori condizioni economiche, dopo il niet a Bruxelles deciso dal presidente Viktor Yanukovich.

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