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Esteri
Ucraina, guerra totale o scenario Georgia? Xi prova a frenare Putin. Scenari

Ucraina, continuano i preparativi di guerra tra Russia e Occidente

L'ammassamento di mezzi militari e soldati lungo l'innevato, ma bollente, confine tra Russia e Ucraina prosegue. Il Pentagono ha messo in stato di massima allerta 8 mila e 500 militari per poterli schierare in Europa a stretto giro. Il Cremlino continua a spedire nuove truppe e nuovi armamenti alle porte del territorio ucraino. Mentre la diplomazia rallenta, il timore è che si possa arrivare più prima che dopo alle vie di fatto. 

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In una situazione di grande tensione, con accuse incrociate e sospetti reciproci, anche una piccola miccia rischia di far detonare tutto. Anche se tra coloro che osservano la situazione c'è anche un improbabile attore che fa il tifo affinchè torni la calma. Si tratta del presidente cinese Xi Jinping, che il 4 febbraio inaugurerà i Giochi Olimpici Invernali di Pechino 2022 e preferirebbe che il suo show non venisse offuscato da una guerra in Ucraina.

Ma intanto il fronte chiama. Gli 8500 soldati americani di cui sopra si andrebbero ad aggiungere al contingente a stelle e strisce già presente in Europa e nelle vicinanze dell'Ucraina. Oltre alle forze umane, ci sono anche le armi che i paesi occidentali (salvo alcune eccezioni, comprese Italia e Germania) inviano in direzione Kiev. Dai caccia olandesi a quelli lituani, dalle navi spagnole alla fregata danese fino ai mezzi corazzati svedesi e alle possibili truppe francesi in Romania. Dall'altra parte, bene ricordarlo, ci sono oltre centomila truppe russe al confine ucraino, con il Cremlino che sta spostando anche missili e altri mezzi dal confine nordcoreano al suo fronte occidentale.

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Ucraina, i possibili scenari sull'invasione russa

Il rischio che si vada verso il conflitto armato è altissimo.  Ma nel caso la Russia attaccasse per davvero, in che modo lo farebbe? La prima possibilità è che la Russia faccia ciò che sta facendo già da oltre sette anni: inviare truppe nelle "repubbliche" di Donetsk e Luhansk, territori secessionisti nella regione del Donbass nell'Ucraina orientale. Le possibili ragioni? Espandere i confini di questi territori verso ovest oppure riconoscerli come stati indipendenti, come ha d'altronde fatto in passato dopo aver inviato forze in Abkhazia e Ossezia del Sud, quando nel 2008 prese di mira la Georgia.

Un altro scenario, come spiegato dall'Economist, è che la Russia potrebbe cercare di stabilire un ponte di terra verso la Crimea, la penisola che ha annesso nel 2014. Ciò richiederebbe la presa di circa trecento chilometri di territorio lungo il Mar d'Azov, compreso il porto ucraino chiave di Mariupol, fino al fiume Dnieper. Un obiettivo alla portata del contingente russo ammassato al confine.

Ma c'è anche un'ipotesi meno conservativa e più inquietante, quella di un vero e proprio conflitto mirato a impedire a Kiev di unirsi alla Nato e a instaurare un leader "fantoccio" pro russo, come ha suggerito nei giorni scorsi il Regno Unito causando le sdegnate smentite di Mosca. In questo ultimo scenario sarebbero dunque possibili attacchi aerei e raid sulle città ucraine, oppure attacchi cibernetici in grado di paralizzare la sicurezza del paese limitrofo.

Ucraina, la Cina spera che la Russia non attacchi

Eppure, c'è un attore imprevedibile che tifa affinché le tensioni (almeno per ora) si allentino. Si tratta della Cina. Sì, perché già nel 2008 con l'azione russa in Georgia, Pechino sperimentò una distrazione di massa dal suo spettacolo olimpico (in quel caso estivo). Non vorrebbe ripetere la stessa cosa con lo spettacolo olimpico, versione invernale. Il 4 febbraio avrà infatti luogo la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Pechino, chiamati a confermare il ruolo da protagonista della Cina sul palcoscenico mondiale.

Chiaro che una guerra in Ucraina farebbe precipitare di colpo la rilevanza dei cinque cerchi con caratteristiche cinesi. Xi, che attende Putin per la cerimonia di inaugurazione, proverà a convincerlo a non attaccare. O quantomeno ad aspettare un po'. Tutto da vedere che il presunto amico, o partner, voglia stare ad ascoltarlo. 

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