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Ucraina, Biden valuta l’invio di truppe: l’escalation manda in rosso le Borse

Cresce la tensione tra Mosca e Kiev: la Nato manda “navi e aerei nell’Europa dell’Est”. A picco le Borse europee, preoccupazione anche per la Fed

Ucraina, Biden valuta l’invio di truppe: l’escalation manda in rosso le Borse
Biden

Tensioni Russia-Ucraina, prezzi del gas in forte rialzo. In rosso anche Wall Street 

La tensione tra Russia e Ucraina cresce e Washington risponde: il presidente americano Joe Biden ha esaminato la possibilità di inviare fino a cinquemila soldati nel Baltico e nell’est Europa. Secondo quanto riportano vari media americani, Biden ne ha parlato a Camp David con i suoi consiglieri.

Al vertice hanno partecipato, in remoto, oltre a vari alti ufficiali, il segretario alla Difesa Lloyd Austin e il capo di Stato maggiore generale Mark Milley. Una delle ipotesi prevede l’invio tra mille e cinquemila soldati. Una decisione in merito verrà presa da Biden a breve.

Intanto, secondo quanto rende noto la Casa Bianca, Joe Biden sta per compiere un giro di videochiamate con i leader europei nell’ambito delle consultazioni con gli alleati e i partner transatlantici sulla crisi ucraina. Tra loro la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del consiglio europeo Charles Michel, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il premier italiano Mario Draghi, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, il presidente polacco Andrzej Duda e il premier britannico Boris Johnson. Lo rende noto la Casa Bianca.

Mentre, secondo quanto riporta un comunicato dell’alleanza atlantica, i Paesi alleati della Nato stanno mandando aerei da combattimento e navi a rafforzare gli schieramenti dell’Alleanza sul fianco orientale dell’Europa, per migliorare la deterrenza e la difesa.

(Seguono i listini europei…) 

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Di riflesso, le tensioni geopolitiche sul fronte ucraino, l’attesa sempre più nervosa per le indicazioni della Fed sui tassi d’interesse e, non da ultimo, l’incertezza sull’elezione del futuro presidente della Repubblica, piegano la Borsa di Milano, che registra un tonfo del 4% e si aggiudica a fine seduta il titolo di peggiore piazza finanziaria d’Europa. 

Non va meglio agli altri listini, visti i passivi in chiusura tra il 2 e il 3% che testimoniano un lunedì  vissuto ad alta tensione sui mercati finanziari. A deprime i listini è soprattutto la prospettiva di un possibile confronto armato in Ucraina, con l’escalation di tensioni tra Usa e Russia andata già in scena nelle ultime ore.

Un rischio testimoniato dal tonfo della Borsa di Mosca (-6% l’indice Moex), dall’ennesima impennata del prezzo del gas ad Amsterdam (92,6 euro al megawattora, +17%) e dalla doppia correzione sia del Nasdaq che dello S&P a Wall Street.

Ma il nervosismo è anche sul fronte delle politiche monetarie, in vista della due giorni del Fomc, il braccio operativo della Fed, da cui gli indicatori attendono notizie precise sui futuri aumenti del costo del denaro per raffreddare l’inflazione Usa. In questo clima generale a Piazza Affari si aggiunge l’incertezza sul nome futuro presidente della Repubblica, anche se per ora gli operatori ritengono come piu’ probabile una ‘promozione’ di Mario Draghi al Quirinale.

A concludere l’amaro bilancio della seduta per il Ftse Mib (-4%) anche l’effetto cedole di Enel e Snam, che ha pesato per lo 0,39% sull’indice milanese. Le vendite non hanno risparmiato nessuno dei titoli principali, a partite dal settore auto della ‘galassia’ Agnelli con Stellantis (-7,4%), Iveco (-7,1%) e Cnh (-6,6%). Male DiaSorin (-5,7%) nel giorno in cui l’a.d.

Carlo Rosa è stato rinviato a giudizio per l’ipotesi di reato di insider trading. Sul fronte dei cambi, l’euro vale 1,1313 dollari (da 1,1345 dollari venerdi’ in chiusura) e 128,84 yen (129,06) mentre il dollaro/yen e’ a 113,88 (113,765). Scivola, infine, anche il petrolio con il Wti di marzo in discesa a 82,5 dollari (-3,2%) e il Brent a 85,6 dollari (-2,7 per cento). 

(Segue il prezzo del gas e Wall Street…) 

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A causa dell’aumentare delle tensioni tra Russia e Ucraina aumentano anche i prezzi del gas: Al Ttf le quotazioni balzano del 17% a 92,4 euro al Kwh. Rally dei prezzi anche nell’hub britannico con i future che guadagnano il 18% a 2,22 sterline per therm. Nel frattempo, apertura in deciso calo anche per Wall Street, in scia al pesante sell-off della scorsa settimana. I trader sono spaventati dall’inflazione ai massimi da 40 anni e dalla prospettiva di una stretta della Federal Reserve.

Giorni fa, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha cercato di rassicurare sul fatto che la Banca centrale potra’ frenare l’aumento dei prezzi senza danneggiare l’economia. Domani e mercoledi’, intanto, e’ in programma la riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, da cui gli analisti attendono indicazioni sul probabile rialzo dei tassi a marzo. Nella lista delle preoccupazioni, bisogna aggiungere il prezzo del petrolio, arrivato la scorsa settimana ai massimi dal 2014, e i timori per un possibile conflitto in Ucraina.

Dopo i primi minuti di scambi, il Dow Jones perde 425,36 punti (-1,24%), lo S&P 500 scende di 68,32 punti (-1,55%) e ora e’ in calo di oltre il 10% dal suo record intraday, il Nasdaq e’ in calo di 248,78 punti (-1,81%). Il petrolio Wti al Nymex perde l’1,95% a 83,48 dollari al barile.

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